01 Febbraio 2026 - 15:01:06
di Martina Colabianchi
Ennesima aggressione all’Istituto Penale per Minorenni dell’Aquila, dove alcuni detenuti, oltre ad essersi rifiutati di rientrare nelle proprie celle di pernottamento, hanno danneggiato beni all’interno della stazione detentiva.
L’autore dei disordini, già noto per altre vicissitudini in diversi Istituti del Paese, é stato immediatamente trasferito e la situazione è fortunatamente rientrata senza alcun ferito.
«Un episodio ignobile ed inaccettabile – commenta il sindacato di categoria della Polizia Penitenziaria FSA CNPP-SPP che condanna fermamente quanto accaduto ed esprime solidarietà al personale impiegato in servizio -. Non possiamo più accettare che lavoratrici e lavoratori siano esposti a rischi quotidiani per la propria incolumità psico-fisica – conclude il sindacato – servono risposte concrete e all’altezza dai garantire sicurezza collettiva».
Solo lo scorso 24 gennaio, due giovani reclusi si erano resi protagonisti di un episodio di violenza e per uno dei due si era dovuti ricorrere alle cure in ospedale. Ma numerosi sono gli episodi susseguitesi nella struttura di recente inaugurazione, spesso anche ai danni di agenti di polizia penitenziaria.
Il tema, per volere delle minoranze, era già approdato in Consiglio comunale e in terza commissione con l’audizione dei sindacati, ma dall’inizio del nuovo anno ancora non si vedono azioni concrete. A pesare sarebbero soprattutto criticità organizzative e logistiche, nonché di risorse organiche.
L’allarme sul crescente disagio giovanile nelle nuove generazioni era stato, del resto, lanciato anche nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’Appello a L’Aquila. «Tra i minori – le parole del presidente facente funzioni Fabrizio Riga – si registrano forme sempre più diffuse e preoccupanti di disagio sociale: in aumento le svariate forme di dipendenza (alcool, stupefacenti, ludopatie, videodipendenze) e la conflittualità all’interno dei nuclei familiari, dove le violenze fisiche e psicologiche in danno dei minori hanno raggiunto livelli di estrema pericolosità».
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