03 Febbraio 2026 - 16:52:34
di Tommaso Cotellessa
Si interrompe ufficialmente la procedura di autorizzazione per l’installazione dell’impianto di recupero di rifiuti non pericolosi, meglio noto come inceneritore, nel territorio di Sulmona.
A certificare la decisione è il Servizio Valutazioni Ambientali della Regione Abruzzo che, nella seduta di ieri, ha protocollato la richiesta formale di archiviazione dell’istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) presentata dalla società proponente, la GET Energy Prime Italia S.r.l.
La scelta della società segna di fatto il definitivo tramonto del procedimento avviato nell’agosto 2025. La richiesta di archiviazione è stata motivata dalla necessità di un integrale riassetto della documentazione tecnica e amministrativa, una giustificazione che dagli esponenti politici viene interpretata come un’implicita ammissione delle criticità emerse nel corso della fase istruttoria. Pur precisando che non si tratterebbe di una rinuncia definitiva, l’atto sancisce la chiusura formale e sostanziale dell’iter in corso, tuttavia la società ha tenuto aperta la possibilità di presentare un nuovo progetto. Proprio su questo punto resta alta l’attenzione della politica e dei comitati ambientalisti.
La consigliera Scoccia «La vigilanza resta altissima e il confronto dovrà essere pubblico e trasparente»
Ad intervenire immediatamente è stata la vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, che ha seguito da vicino l’intera vicenda fin dalle prime battute:
«Questo passaggio certifica nero su bianco che le preoccupazioni sollevate in questi mesi non erano strumentali, ma fondate e rilevanti. Il procedimento si chiude perché non ha retto al vaglio tecnico e amministrativo. Non permetteremo che il territorio peligno diventi terra di esperimenti poco chiari».

Sull’ipotesi di una futura ripresentazione del progetto, la vicepresidente è netta:
«Siamo consapevoli che la società potrebbe tentare una nuova istanza, ma la nostra posizione non cambia. Ogni eventuale nuovo progetto dovrà passare sotto una lente d’ingrandimento rigorosa. Su Sulmona e sulla Valle Peligna non si gioca: la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini viene prima di ogni interesse privato. La vigilanza resta altissima e il confronto dovrà essere pubblico e trasparente».
Il consigliere Pietrucci «Prima vittoria, ma ancora parziale»
Dello stesso avviso è il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci che parla di una prima vittoria delle associazioni ambientaliste della Valle Peligna, seppure ancora parziale.
«Da ora, per scongiurare definitivamente la realizzazione dell’inceneritore, bisogna lavorare con tutti gli strumenti normativi per far sì che Comuni, Comunità associative locali e Regione non restino fuori dai processi decisionali autorizzativi» scrive Pietrucci.
«Occorrono modifiche normative al piano regionale dei rifiuti, affinché le istituzioni siano comunque coinvolte nei processi decisionali sugli insediamenti di questa tipologia di inceneritori. Accanto a questa battaglia che stiamo vincendo, grazie anche all’unità dei consiglieri regionali della Valle Peligna che insieme a me e a tanti altri consiglieri hanno sposato la causa, e grazie ai comitati e in particolar modo a Mario Pizzolla e al PD di Sulmona che ha tenuto la barra dritta sulla contrarietà all’inceneritore, è arrivato il momento di unire le forze per contrastare il passaggio del Gasdotto SNAM, visto che in Consiglio regionale è stata approvata una risoluzione di contrarietà all’opera che, se realizzata, sarebbe devastante per tutte le realtà dell’Abruzzo interno».
Forum H2O «Progetto inemendabile, società getti la spugna definitivamente»
Ancor più netto è l’intervento del Forum H2O che, esprimendo soddisfazione per il ritiro dell’istanza, invita la società a desistere rispetto all’ipotesi di attivare un ulteriore procedimento con nuovi documenti.
«Diciamo subito che riteniamo il progetto in radice inemendabile per cui suggeriamo alla ditta di gettare definitivamente la spugna» scrive Augusto De Sanctis del Forum H2O .
Entrando nel merito della vicenda De Sanctis ha spiegato che «Dal 2008 l’incenerimento è al penultimo posto nella gerarchia comunitaria per la gestione dei rifiuti. La pirolisi è una tecnologia acerba per il trattamento della plastica. La morfologia della conca peligna, chiusa su tutti i lati, determina una particolare vulnerabilità all’inquinamento dell’aria, per non parlare dell’effetto cumulo con altri impianti di grandi dimensioni già localizzati nella zona. La popolazione quasi unanimemente non vuole questo impianto. Sono ragioni concrete e inattaccabili per cui sarebbe meglio mettere una pietra tombale sopra un progetto irricevibile».
Il Comitato No Inceneritore Get Energy «risultato frutto della mobilitazione popolare»
Da parte sua il comitato Comitato No Inceneritore Get Energy rivendica il raggiungimento dell’archiviazione della procedura come un importante traguardo raggiunto grazie alla mobilitazione popolare.
«È un risultato che non è caduto dal cielo, neppure è il frutto di un improvviso ripensamento burocratico. È il successo della cittadinanza attiva che si è auto-organizzata dando vita al nostro Comitato. In pochi mesi abbiamo trasformato il silenzio istituzionale e la disinformazione in un dibattito pubblico attraverso tre grandi assemblee cittadine che hanno visto la partecipazione numerosa della popolazione peligna, informandola sui rischi e sulla reale natura del progetto».
Resta tuttavia alta l’attenzione anche da parte degli attivisti del comitato che scrivono
«Non ci facciamo illusioni poiché la società ha già annunciato l’intenzione di ripresentare il progetto. Se pensano di tornare con una versione edulcorata per aggirare gli ostacoli, troveranno ad attenderli una comunità ancora più consapevole e organizzata. Su Sulmona e sulla Valle Peligna non si gioca: non accetteremo alcuna operazione che metta a rischio la salute e l’ambiente in nome del profitto».
«Le democrazie sono forti non quando si limitano a delegare la gestione della Cosa Pubblica, ma quando i cittadini ne diventano il motore pulsante attraverso il dibattito e la partecipazione attiva».
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