03 Febbraio 2026 - 10:53:35
di Beatrice Tomassi
115 mila controlli durante i quali sono state denunciate quasi 900 persone e scaturite sanzioni amministrative per oltre un milione e 200mila euro. Sono i numeri che segnano il 2025 dei Carabinieri Forestali di Abruzzo e Molise, impegnati in prima linea nella tutela del territorio e dell’ambiente.
La salvaguardia del paesaggio ha rappresentato il fulcro dell’attività dei Reparti dipendenti, con controlli soprattutto nei settori urbanistico-edilizio, con il maggior numero di reati accertati e persone denunciate, del pascolo, ambito in cui si concentra il più alto numero di infrazioni amministrative e circa il 27% dei reati penali, oltre alla polizia fluviale e alle utilizzazioni boschive.
Particolare attenzione del Nucleo è stata dedicata alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di illegalità che interessano il maltrattamento animali, il prelievo venatorio e la tutela degli animali d’affezione. Infatti, è in questi tre ambiti che risulta accertato il 90% dei reati totali e comminate oltre il 90% delle sanzioni amministrative.
Sul fronte degli incendi boschivi, i Carabinieri Forestali hanno accertato che quasi il 52% degli episodi è di origine dolosa. Alla provincia dell’Aquila va una triste maglia nera: è la più colpita tra quelle abruzzesi, con circa il 37% dei reati contro ignoti e l’87% di quelli attribuiti a persone identificate.
«Sicuramente un bilancio positivo, magari non per tutti perché le sanzioni, sia amministrative che penali, non sono un bilancio positivo per qualcuno. E’ un bilancio positivo perché siamo nell’ordine di un milione e 200 mila euro di sanzioni amministrative, oltre 900 persone segnalate all’autorità giudiziaria. Questi dati, visti da un punto di vista nostro, sono positivi ma ci spingono a impegnarci sempre di più nelle attività di controllo e nell’attività di educazione, per il corretto rispetto delle regole ambientali. Tutti potenzialmente possono commettere illeciti ambientali, chiunque abbandona una cicca di sigaretta è passibile di una sanzione amministrativa», ha detto il colonnello Giuseppe Lopez, comandante Carabinieri Forestale Abruzzo Molise.
«La nostra attività si sviluppa in un ambiente agrosilvopastorale, quindi tradizionalmente le sanzioni in ambito forestale sui pascoli, sul corretto utilizzo delle risorse, ma non disdegniamo attività di controllo sui rifiuti, sulle acque di scarico, sul benessere animale -ha aggiunto – Di recente è stata, infatti, modificata la normativa e ci sono anche quindi controlli in virtù della maggior sensibilità nei confronti del benessere animale. Partecipiamo a 360 gradi a tutta un’altra serie di attività tecniche, pensiamo ad esempio al servizio Meteomont, monitoraggio del manto nevoso per la previsione delle valanghe, svolto anche dai militari dei carabinieri forestali, il rilievo delle superfici percorse dal fuoco che costituiscono la base per attivare tutte le procedure di vincolo sui terreni, il controllo delle piste da sci, il controllo della superficie boscata con l’inventario forestale e il monitoraggio della copertura vegetale. Quindi, ci sono tutte queste attività che concorrono alla tutela generale dell’ambiente, per cui possiamo dire che abbiamo un risultato complessivamente positivo. Noi abbiamo poi due nuclei Cites, a Campobasso e a Pescara, che ci impegna ancora molto».
Il bilancio positivo dimostra come i Forestali siano una presenza costante e continua sia in Molise che in Abruzzo. Basti pensare che in quest’ultima è presente un militare ogni 28 chilometri quadri, un dato di rilievo se si considera che oltre il 30% del territorio regionale è costituito da aree protette.
Ampio spazio dunque alla tutela della biodiversità, con l’attività del Comando raccontata attraverso il Calendario 2026 che accompagna il pubblico in un viaggio attraverso 12 storie emblematiche: dagli scimpanzé sottratti a gravi maltrattamenti in circhi ad una rara tigre bianca recuperata da condizioni incompatibili con il benessere ambientale alle zanne di elefante nascoste in una bombola di gas. Tutto ciò a 50 anni dalla Convenzione di Washington (CITES), che garantisce un commercio sostenibile di oltre 40 mila specie di fauna e flora protette.
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