03 Febbraio 2026 - 16:29:08

di Tommaso Cotellessa

Sugli scontri tra forze di polizia e manifestanti avvenuti a Torino la posizione della segreteria provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) è chiara e inequivocabile. Si è di un’aggressione inaccettabile ai danni delle forze di polizia, proprio per questo gli esponenti del sindacato invitano a rifuggire da ogni narrazione fuorviante che legittimi la violenza o isoli chi garantisce la sicurezza.

«Le immagini sono inequivocabili e non lasciano spazio ad alcuna giustificazione – scrive il Sap in una nota – Non si è trattato di diritto di manifestare, ma di violenza organizzata e di guerriglia urbana
organizzata da un migliaio di teppisti “professionisti” del disordine. Pretendere che la Polizia subisca
passivamente gli attacchi per timore di strumentalizzazioni mediatiche è irresponsabile e mette a
repentaglio la vita dei colleghi
».

La nota fa riferimento in particolare alle ricostruzioni fornite da Ginevra Bompiani e Michele Santoro nel corso della trasmissione RAI, andata in onda ieri, condotta da Massimo Giletti. Per i sindacalisti ,infatti, durante la trasmissione sarebbero state fornite letture «sconcertanti e irresponsabili», che «non solo travisano i fatti, ma alimentano un clima di delegittimazione e finiscono per fomentare la violenza, minando le basi stesse di uno Stato sociale fondato sul rispetto delle leggi, delle regole e delle istituzioni».

Il sindacato, inoltre, ha ribadito nella nota l’importanza della sicurezza delle forze dell’ordine e della tutela del loro lavoro.

«I poliziotti hanno giurato fedeltà allo Stato, ma hanno anche il diritto di tornare a casa vivi, di
rivedere le proprie famiglie e di sentirsi tutelati, non esposti e sacrificabili. I poliziotti non scelgono di
essere presenti a una manifestazione: vengono comandati di servizio e svolgono il loro dovere a tutela
dell’ordine e della sicurezza pubblica».

Proprio in virtù di questa consapevolezza il sindacato esprime la sua massima solidarietà agli oltre cento agli agenti feriti, con particolare riferimento ad Alessandro Calista, pescarese in servizio al Reparto
Mobile di Padova, e a Francesco Rosella di Gioia dei Marsi.