04 Febbraio 2026 - 16:10:53

di Martina Colabianchi

Il governo italiano è pronto a chiedere all’Egitto il trasferimento in Italia di Giacomo Passeri, il 32enne pescarese arrestato nell’agosto del 2023 mentre era in vacanza per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

A renderlo noto è il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una lettera inviata al sindaco del capoluogo abruzzese, Carlo Masci.

«L’Ambasciata – scrive il ministro – è pronta ad assicurare, d’intesa con il legale del signor Passeri, una rapida trattazione da parte delle autorità egiziane di un’eventuale istanza per il suo trasferimento in Italia».

Nella missiva, Tajani conferma il suo personale interessamento e la massima attenzione al caso del ragazzo, la cui condanna a 25 anni è stata confermata anche in Cassazione.

«L’ambasciata d’Italia al Cairo – scrive – effettua visite consolari periodiche presso il penitenziario, per trasmettere al signor Passeri la nostra costante vicinanza per la piena tutela dei suoi diritti, soprattutto per quanto riguarda le sue condizioni di salute”. Di recente, sottolinea il ministro, il penitenziario ha concesso al ragazzo anche la possibilità di parlare con i familiari, il 7 dicembre scorso. “La sede mantiene inoltre contatti frequenti con i familiari – conclude Tajani – aggiornandoli sulle visite e offrendo la massima disponibilità a facilitarne la partecipazione».

La lettera del ministro fa seguito alla richiesta di intervento sollecitata dallo stesso sindaco di Pescara del 25 novembre scorso in cui chiedeva alla Farnesina «un monitoraggio costante della situazione» per dare «nuovo impulso al dialogo con le autorità egiziane affinché Giacomo Passeri possa essere trasferito in Italia per espiare la pena nel nostro Paese».

Alle richieste del primo cittadino si è sempre unita quella degli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra e del Partito democratico, che ne avevano da subito chiesto l’estradizione e hanno continuato a mantenere alta l’attenzione nel corso dei mesi.

«Abbiamo depositato un’istanza per l’applicazione dell’accordo bilaterale tra l’Italia e l’Egitto che è del 1981 ed è sulla reciprocità nella difesa dei diritti umani. Una volta messo in sicurezza, cioè portato in Italia, in un istituto penitenziario italiano, valuteremo la ricorrenza dei presupposti per la revisione», ha detto all’Ansa l’avvocato Mario Antinucci, legale di Giacomo Passeri.

L’avvocato spiega che si tratta di «un’istanza per il riconoscimento della sentenza ormai definitiva in Italia, ai fini dell’esecuzione. Passeri è un cittadino italiano, ha il passaporto italiano – sottolinea – per cui è di competenza dell’Italia».

Secondo Antinucci è necessario valutare se vi siano i presupposti per la revisione, perché «Giacomo Passeri è stato processato senza la traduzione in lingua italiana degli atti contestati. Questo è un fatto documentale. Passeri, lo ripeto, ha un passaporto italiano in corso di validità e il processo va fatto in lingua italiana».

Il legale, che ha ricevuto l’incarico a gennaio dalla famiglia del ragazzo, sta lavorando «con grande insistenza» per andare in Egitto a incontrare Passeri, che si trova nel carcere del Cairo, ma «sto incontrando delle enormi difficoltà». Nel ribadire che l’accordo bilaterale è «un diritto incondizionato», Antinucci afferma che «il rischio più grande è che possa essere trasferito in un altro carcere in periferia e questo potrebbe rappresentare un pericolo».