04 Febbraio 2026 - 10:18:47

di Tommaso Cotellessa

L’Abruzzo è sul podio nazionale per numero di laureati, ma rischia di non saper valorizzare il proprio capitale umano. A lanciare l’allarme è Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, commentando i dati Openpolis su base Istat. Numeri che, secondo Licheri, raccontano una contraddizione sempre più evidente e preoccupante.

Il 30,8% degli abruzzesi tra i 25 e i 49 anni è laureato, terzo dato più alto in Italia. All’interno della regione spicca Pescara, che guida la classifica con il 41,7% di laureati. Un risultato che certificherebbe una regione capace di formare giovani qualificati, ma che al tempo stesso fatica a trattenerli.

«Viviamo una grande contraddizione: abbiamo un capitale umano giovane e competente, ma mancano politiche strutturali per trattenerlo», avverte Licheri. Un problema che Sinistra Italiana aveva già sollevato nei mesi scorsi, sulla base del rapporto Sud Innovation: nel 2019 l’Abruzzo risultava secondo in Italia per numero di laureati nelle discipline Stem, eppure tra il 2011 e il 2023 oltre 8.500 giovani hanno lasciato la regione, con 922 partenze nel solo 2023.

Un quadro che si inserisce in una tendenza nazionale negativa, certificata anche a livello europeo. «Secondo il Report 2025 sullo Spazio europeo dell’istruzione – sottolinea Licheri – l’Italia registra uno dei tassi di occupazione più bassi dell’Unione europea tra i laureati a uno-tre anni dal titolo: 77,8% contro una media UE dell’86,7%». Un dato che contribuisce alla crescita della mobilità verso l’estero: nel 2023 i laureati italiani emigrati sono aumentati del 21%, mentre il Paese affronta il più grave declino demografico d’Europa.

In Abruzzo, e in particolare a Pescara, il paradosso diventa ancora più evidente se si guarda al costo della vita. «È la provincia con la più alta concentrazione di laureati – osserva Licheri – ma anche una città dove vivere è sempre più difficile, a partire dall’abitare». I canoni medi di affitto si aggirano intorno ai 9,5 euro al metro quadro, superando i 10 euro nelle zone centrali. Un bilocale può costare 600–700 euro al mese, arrivando ad assorbire oltre metà del reddito di un giovane lavoratore.

In questo contesto, la cosiddetta fuga dei cervelli non è, secondo Sinistra Italiana, una scelta individuale, ma «la conseguenza diretta di politiche assenti o sbagliate»: salari bassi, lavoro precario, mancanza di politiche pubbliche per la casa, scarso sostegno all’innovazione e difficoltà ad attrarre studenti e ricercatori internazionali. «Continuare a perdere giovani laureati – avverte Licheri – significa compromettere non solo lo sviluppo economico, ma la sostenibilità futura dell’intero sistema sociale».

Da qui la richiesta di un cambio di rotta deciso. Sinistra Italiana chiede investimenti pubblici su innovazione, ricerca e incubatori d’impresa, strumenti regionali di co-investimento per le start up giovanili, politiche comunali per il diritto all’abitare, a partire da Pescara, e un modello di sviluppo coerente con gli obiettivi europei su istruzione, occupazione e inclusione.

«Senza questo scatto – conclude Licheri – l’Abruzzo continuerà a essere una regione che forma bene e trattiene male, pagando un prezzo altissimo in termini di futuro, coesione sociale e diritti».