05 Febbraio 2026 - 08:27:54

di Martina Colabianchi

Si accende a L’Aquila il dibattito sullo stato del commercio in centro storico, dove nelle ultime settimane due attività hanno chiuso i battenti e quattro hanno programmato di farlo a breve.

Allo scontro politico, innescato dal capogruppo Avs Lorenzo Rotellini che ha parlato di un commercio «al collasso» anche a causa di scelte sbagliate dell’amministrazione comunale, accuse a cui ha prontamente risposto per il Comune il presidente di terza commissione Fabio Frullo, si aggiunge il parere di Confabitare L’Aquila che «ritiene utile ribadire la propria disponibilità a partecipare a un approfondimento condiviso, finalizzato a una riflessione ampia e concreta sul futuro del commercio cittadino, non solo del centro storico».

«Come associazione di categoria che rappresenta i proprietari immobiliari, – prosegue la nota – Confabitare osserva quotidianamente l’evoluzione del mercato immobiliare residenziale e degli spazi commerciali, intercettando dinamiche che spesso anticipano o accompagnano i cambiamenti economici e sociali della città. In questo senso, riteniamo che il tema del commercio non possa essere affrontato esclusivamente in termini emergenziali o polemici, ma vada inserito in una valutazione strutturale e di medio-lungo periodo, che tenga conto delle trasformazioni urbane, demografiche e dei modelli di consumo».

«Confabitare L’Aquila guarda con interesse all’ipotesi di avviare un confronto più ampio – come quello ipotizzato da Lorenzo Rotellini, capogruppo Avs al Comune dell’Aquila, sugli Stati Generali del Commercio – che coinvolga amministrazione, associazioni di categoria, operatori economici e proprietari, con l’obiettivo di condividere dati, esperienze e possibili linee di intervento».

In particolare, spiegano, l’associazione può contribuire attraverso dati ed evidenze sul mercato delle locazioni commerciali di prossimità, sull’andamento dei canoni e sulle principali criticità rilevate, fornendo anche analisi delle cause strutturali che incidono sull’attrattività degli spazi commerciali, dalla residenzialità alla fruibilità urbana. Infine, suggerimenti operativi per favorire un migliore incontro tra domanda e offerta, anche attraverso strumenti di incentivazione, flessibilità contrattuale e rigenerazione degli spazi.

Per questo motivo, «l’associazione – concludono – conferma la propria disponibilità a partecipare a un tavolo di confronto tecnico, con un contributo orientato all’analisi e alle soluzioni, nel rispetto dei ruoli istituzionali e delle diverse competenze in campo».