05 Febbraio 2026 - 08:38:56

di Redazione

Per la Stagione Teatrale Aquilana del TSA, giovedì 5 febbraio, ore 21.00, e venerdì 6 febbraio, ore 17.30 e ore 21.00, arriva a L’Aquila, Ridotto del Teatro Comunale, con una lunga scia di Sold Out, applausi scroscianti e recensioni entusiaste Otello di William Shakespeare, drammaturgia Dacia Maraini, adattamento scenico Antonio Prisco, musiche originali Patrizio Maria D’Artista, scena Giovanni Cunsolo, immagini Thierry Lechanteur, costumi Sabrina Beretta, regia Giorgio Pasotti, con Giacomo Giorgio, Giorgio Pasotti, Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly. Lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile d’Abruzzo, Marche Teatro, Stefano Francioni Produzioni in collaborazione con il Teatro Maria Caniglia.

Giorgio Pasotti si interroga sulla forza di questo grande classico che riesce, ancora oggi, a parlare alle giovani coscienze, a mostrare, senza mediazioni tecnologiche, il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate.

«Dopo un tempo così lungo quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita – dice Pasotti – l’Otello è tragicamente attuale. Proveremo a parlare alla generazione di oggi con una compagnia di giovani attori di straordinario talento, gli parleremo di quello che accade tutti i giorni con le parole di quattro secoli fa, parole forti, senza tempo, che raccontano la storia di una donna che ha avuto il coraggio di fare la sua scelta, in una società che come quella in cui viviamo temeva diversità e differenza, e ne ha dovuto pagare la funesta conseguenza. Un punto di vista poco frequentato, ma che restituisce al dramma una incredibile, cruda modernità».

A interpretare Otello è Giacomo Giorgio, giovane attore amato dal grande pubblico, protagonista di fiction come “Mare fuori”, “Carosello in Love”, “Morbo K”, che sintetizza con queste parole questa nuova esperienza teatrale: «L’Otello è tra le opere shakespeariane più importanti e, davanti ad un capolavoro come questo, il mio lavoro da attore si limita all’ascolto. È il testo stesso ad interrogarci grazie alle tematiche che affronta, purtroppo ancora molto attuali, come il femminicidio e la diversità intesa come arricchimento e non come qualcosa di cui avere timore. È un’ardua impresa quella che mi accingo a intraprendere con grande gioia ed impegno: dare vita alle tormentate emozioni di uomo che da vittima diventa carnefice sconfinando nella follia, trasferendole in un intenso dialogo con la realtà del tempo presente».