06 Febbraio 2026 - 16:14:14

di Martina Colabianchi

Giornata di protesta dei lavoratori di Tua, la società abruzzese del trasporto pubblico, con un sciopero di 24 ore per gli autisti di Chieti e Pescara e un presidio davanti all’Emiciclo, sede del Consiglio regionale a L’Aquila.

Al centro, in primis, le condizioni delle aree interne «abbandonate dal servizio di trasporto pubblico, le condizioni di lavoratori esasperati e il loro secco “no” alle subconcessioni». Nel mirino dei sindacati, in particolar modo, le procedure di gara e gli affidamenti in vista delle scadenze dei contratti di servizio, fissate al 2026 per le aziende private e al 2027 per la stessa Tua.

I sindacati hanno sottolineato più volte, inoltre, l’assenza di un confronto strutturato con la Regione Abruzzo, paventando possibili ricadute sull’occupazione, in particolare a seguito del ricorso alle sub-concessioni.

Confronto che, però, potrebbe esserci a breve. Il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, che ha partecipato allo sciopero all’Aquila, ha annunciato la richiesta di una convocazione della commissione regionale in cui, insieme all’azienda, siano convocati i sindacati per portare anche in quella sede le loro numerose rivendicazioni.

«Se non verrà subito calendarizzata una commissione chiederemo la convocazione, in alternativa, un Consiglio straordinario – fa sapere Pietrucci -. Il trasporto pubblico in Abruzzo continua a essere, con la sanità – insieme alla quale costituisce circa l’80% del bilancio regionale – l’emblema del totale fallimento dell’amministrazione Marsilio (denunciato da pezzi della Maggioranza), in quanto, come più volte ribadito, mancano drammaticamente i collegamenti con le località turistiche, il biglietto unico per l’area del capoluogo di Regione e Teramo – da me più volte richiesto – è fermo e non c’è ancora una linea che colleghi L’Aquila con l’aeroporto. Senza contare l’incredibile occasione persa dalla Regione e in particolare dal più contiguo territorio aquilano, per il giubileo 2025, quando, a Roma, sono arrivati 34milioni di pellegrini di cui l’Abruzzo è riuscito a intercettare a malapena qualche dozzina di boy-scout. La destra deve smettere di applicare la furba strategia del carabiniere buono e quello cattivo e iniziare ad ascoltare, seriamente, le esigenze di lavoratori e sindaci per garantire il diritto alla mobilità, specialmente nelle aree interne».

Solidarietà ai manifestanti anche dal capogruppo dem Silvio Paolucci e dal segretario regionale dei Giovani democratici Saverio Gileno: «Riteniamo che la mobilità regionale debba essere pensata a partire dalle esigenze reali delle persone e dei territori, non ridotta a una mera logica di tagli o di progressiva privatizzazione del servizio. Il rischio è quello di compromettere un presidio pubblico fondamentale, indebolendo la qualità dell’offerta e aumentando le disuguaglianze tra aree centrali e periferiche. Per questo chiediamo alla Regione di aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori, per costruire un piano della mobilità che rafforzi il ruolo pubblico del trasporto, investa in mezzi, personale e sicurezza e metta al centro il diritto dei cittadini a spostarsi in modo dignitoso e accessibile», hanno dichiarato, chiedendo anche loro l’attivazione di un confronto con le sigle sindacali in Regione il prima possibile.