Sanità regionale, "Antonio Gramsci Abruzzo": «La destra vuole privatizzare la sanità regionale»

06 Febbraio 2026 - 19:18:42

La Regione Abruzzo lo confessa in maniera limpida e inequivocabile.
Nel Piano Operativo 2026-2028 consegnato al Tavolo di monitoraggio
interministeriale della sanità lo scorso 30 gennaio, la Regione Abruzzo
confessa la propria volontà di privatizzare la sanità regionale. Si
legge nel Piano Operativo che “… la ristrutturazione/riqualificazione
dell’offerta del Servizio sanitario regionale, – passa – attraverso il
ricorso a strumenti di partenariato pubblico-privato, relativamente a
presidi ospedalieri caratterizzati da elevati costi di gestione e bassa
produzione di volumi di attività”.
Sono affermazioni, formalizzate in documenti ufficiali, che non lasciano
dubbi sulle intenzioni del governo regionale: cedere ai privati interi
ospedali. Ristrutturare/riqualificare l’offerta del Servizio sanitario
regionale svendendo le strutture che gli stessi decisori regionali hanno
indebolito. Si potrebbe pensare che il depauperamento dei presidi
ospedalieri sia stato operato scientemente, con l’obiettivo di
consegnarli ai privati.
L’epilogo della privatizzazione della sanità regionale era agevolmente
preventivabile da tempo. L’Associazione “Antonio Gramsci Abruzzo” lo ha
denunciato da oltre un anno.
Un grido di allarme che è rimasto colpevolmente inascoltato sia dai
rappresentanti regionali di maggioranza, sia da quelli di minoranza.
Noi continuiamo la nostra battaglia per la difesa della Sanità pubblica,
per il rispetto e il pieno adempimento del fondamentale diritto alla
salute, ribadendo, ancora una volta, che questo scempio può essere
fermato solo con la mobilitazione pacifica e consapevole dei cittadini,
per affermare il primato dei propri irrinunciabili diritti, per ribadire
la necessità e l’urgenza di una sanità pubblica, diffusa, generalista ed
efficiente