07 Febbraio 2026 - 10:17:20

di Marianna Galeota

La comunità di Roio e tutti gli aquilani riabbracciano il santuario di Santa Maria della Croce a 17 anni dal sisma.

Dopo i lavori di ricostruzione e restauro, la chiesa ha riaperto ufficialmente al culto con una messa officiata  dall’arcivescovo, monsignor Antonio D’Angelo.

Prima della cerimonia religiosa, il saluto del sindaco Pierluigi Biondi e del soprintendente Massimo Sericola che hanno espresso «gioia profonda» per la restituzione di una chiesa che è, prima di tutto, luogo di comunità, di fede e di spiritualità ma anche di storia e arte e che fa parte dell’identità dei cittadini roiani e aquilani.

«Auguri a tutti voi e a tutti noi la restituzione di un luogo di culto non attiene solo alla spiritualità, ma è un momento in cui la comunità si ritrova intorno a simboli secolari – ha detto Biondi – Sappiamo che la ricostruzione dei beni pubblici è indietro e in questo l’edilizia di culto è un neo, ma questo non vuol dire che non ci sia un impegno costante degli uomini e delle donne delle istituzioni e del Ministero della Cultura. Abbiamo di recente offerto il nostro contributo per le chiese che attendono ancora di vedere aprirti i cantieri di ricostruzione. Con me ci sono l’assessore Vito Colonna i consiglieri Palumbo e Pagliariccio, segno questo della vicinanza dell’amministrazione comunale. Ci siamo confrontati molto con l’architetto Cicciotti che ormai è la memoria storica della ricostruzione post sisma. Abbiamo cercato il modo migliore per velocizzare la burocrazia e per dare la notizia, poco prima di Natale, del ripristino dell’agibilità della chiesa che torna ad essere luogo della comunità. Grazie per la pazienza che avete avito. Grazie a monsignor D’Angelo che ci guida con mano salda e parole che toccano il cuore».

Il sisma del 2009 ha causato danni importanti alla chiesa che è stata oggetto di due lotti di intervento.

La prima fase di ricostruzione ha quindi interessato il consolidamento e il restauro strutturale della facciata, dell’aula e della torre campanaria, insieme al restauro degli apparati decorativi nella porzione sommitale, è stata realizzata grazie alla donazione della Regione Liguria per un importo di 1,5 milioni.

La seconda fase di intervento – finanziato con Delibera Cipe 112/2017 per un importo di 1 milione – ha riguardato in particolare il completamento del restauro dei ricchi apparati decorativi del santuario (materiali lapidei, marmi colorati, stucchi, intonaci, dipinti murali, opere lignee).

«Questi luoghi esprimono bellezza della sacralità e rimandano al pensiero di Dio – ha detto Mons. D’Angelo nell’omelia – Santa Maria della Croce è un titolo particolare perché parla della croce tante volte vista nella prospettiva del sacrificio, ma l’apostolo Paolo vede la croce come sapienza di Dio. Per un credente è passaggio a una vita nuova per acquisire la sapienza di Dio. Questa è una festa, ma anche segno reale di rinnovamento. Poter celebrare ancora in questo santuario è il segno che il Signore sostiene il cammino di questa comunità. In questo luogo ci si ritrova come comunità, nella celebrazione c’è lo scambio della pace in questo gesto si riconosce il volto dell’altro in una amicizia fraterna. Così ci auguriamo di continuare a migliorare il nostro cammino comunitario, insieme possiamo costruire una comunità armonica. abbiamo concluso poco tempo fa il giubileo della speranza quella speranza è viva perché cristo è in noi e con noi».

«Oggi restituiamo alla comunità dopo una ferita che dopo tanti anni si è rimarginata – ha affermato il soprintendente Sericola – Ringrazio tutti i presenti e il sindaco per la stretta collaborazione intessuta in tutti questi anni tra le amministrazioni e gli uffici del Ministero impegnati nel recupero del patrimonio culturale. Sappiamo che c’è ancora tanto da fare,, ma oggi è un giorno importante: un luogo viene restituito alla comunità. Ringrazio anche il vescovo per averci coinvolto in questa iniziativa e aver perseguito, fin dal mio arrivo, con un dialogo costante l’impostazione di una strategia per proseguire nel recupero del patrimonio ecclesiastico».

«Chiedo scusa per il ritardo nella riconsegna della chiesa, ma garantisco che l’impegno del Ministero e altre amministrazioni del territorio è sempre massima – ha detto l’architetto Augusto Ciciotti, rup per conto della Soprintendenza – Questa è una gioia per la comunità, ma anche per me. Erano molti mesi che attendevo questo momento, il sostegno e la sollecitazione della comunità di Roio è stata costante e vi ringrazio anche per questo. Ci impegneremo per ripristinare altri luoghi di culto e altri monumenti».

«Era da mesi che attendevamo questo momento – afferma don Osman Rafael Prada, parroco di Roio – La comunità di Roio ha avuto una resilienza straordinaria, non ci siamo mai arresi. Abbiamo lottato giorno dopo giorno per ricostruire la nostra comunità e il santuario è il simbolo della nostra rinascita collettiva. Con la fede può superare ogni prova e la perseveranza può vincere, mattone dopo mattone».