09 Febbraio 2026 - 10:40:47

di Martina Colabianchi

La memoria di Michele Cascella troverà presto dimora tra le strade della Capitale.

Lo scorso giovedì 5 febbraio, l’Assemblea Capitolina ha approvato la mozione per l’intitolazione di una via al celebre pittore di Ortona, protagonista indiscusso del Novecento artistico italiano. L’atto porta la firma di Dario Nanni, consigliere comunale di lungo corso, Presidente della Commissione Giubileo 2025 e dell’Associazione Abruzzese di Roma.

Nato nel 1892 in una famiglia d’arte, Cascella manifestò precocemente un talento fuori dal comune. Dalle prime esposizioni parigine in giovane età fino alla prestigiosa Medaglia d’Oro all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937, la sua carriera è stata una parabola ascendente costellata di successi internazionali. Noto per i suoi campi di fiori e i paesaggi vibranti, il maestro ha saputo fondere le suggestioni del crepuscolarismo con un primitivismo naturalistico vicino a Carlo Carrà, approdando a uno stile unico e immediatamente riconoscibile. Le sue tele hanno viaggiato per il mondo, portando ovunque la luce e l’identità del territorio italiano, con un occhio di riguardo per la sua amata terra d’origine.

Soddisfatto il promotore della mozione Dario Nanni: «Con questa intitolazione vogliamo tenere vivo nella memoria collettiva il ricordo di Michele Cascella, un valente artista abruzzese che ha avuto il merito di far conoscere il paesaggio italiano all’estero dando visibilità e lustro al nostro Paese».

La notizia è stata accolta con profondo orgoglio dalla comunità abruzzese: «Siamo lusingati dell’approvazione della mozione per l’intitolazione alla memoria di un abruzzese che con le sue opere artistiche ha dato lustro alla nostra terra. L’intitolazione di una strada al nostro conterraneo è il minimo che si potesse fare poiché si dà il giusto riconoscimento ad un artista vanto all’intero Abruzzo».

Un ringraziamento speciale è andato infine proprio a Nanni, ringraziato per un impegno che, nelle mille attività quotidiane, «non perde occasione per onorare la propria terra».