10 Febbraio 2026 - 18:39:27
di Tommaso Cotellessa
Potrebbe essere stato girato durante la settimana delle celebrazioni del Giorno della Memoria il video che mostra alcuni studenti di un liceo di Sulmona mentre esibiscono il saluto fascista e una bandiera con simboli del regime all’interno dell’edificio scolastico. Sulle immagini, finite anche sui social network, è ora al lavoro la Procura minorile dell’Aquila, che ha avviato un’indagine per fare piena luce sull’accaduto.
Secondo quanto emerso, la classe coinvolta — composta da 19 studenti, tutti minorenni — aveva chiesto e ottenuto di svolgere un’assemblea di classe il 31 gennaio, regolarmente autorizzata dall’istituto. Sarebbe stato proprio in quell’occasione, svolta a porte chiuse con i docenti nelle vicinanze, che il video sarebbe stato registrato. Da inizio anno, quello dell’assemblea sarebbe stato l’unico momento in cui gli studenti non erano sotto il controllo diretto degli insegnanti.
Nella giornata di ieri, le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni di alcuni ragazzi, rinvenendo la bandiera utilizzata nel video e sequestrando diversi dispositivi elettronici, tra cui i telefoni cellulari degli indagati.
I fatti hanno lasciato «basiti e sconvolti» il corpo docente e la dirigenza scolastica. Dall’istituto fanno sapere che «la Memoria è uno dei cardini dell’offerta formativa della scuola», coltivata durante tutto l’anno attraverso iniziative e progetti dedicati.
Nelle ultime ore è emerso anche un secondo video, girato probabilmente nello stesso contesto, in cui gli studenti mostrano oggetti insoliti per l’ambiente scolastico — pupazzi, una batteria di motorino, una caffettiera — in quella che appare come una sorta di gara goliardica. Un filmato comunque sanzionabile, ma privo di riferimenti al nazifascismo.
Sul caso è intervenuta duramente la senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo, che parla di una situazione «allarmante» e respinge ogni tentativo di ridurre l’episodio a semplice goliardia. «C’è un filo tutt’altro che sottile che unisce quanto accaduto a Sulmona ad altri episodi simili — afferma — ed è la trama dell’incoscienza e della scarsa consapevolezza. La scuola, che dovrebbe formare al pensiero critico e alla conoscenza del passato, diventa teatro di esaltazione di simboli che hanno reso il Novecento uno dei periodi più bui della nostra storia».
Secondo la senatrice, fascismo e nazismo sono stati «negazione di libertà, democrazia e dignità umana», e la mancanza di consapevolezza mostrata dai ragazzi deve interrogare profondamente famiglie, scuola e società. «Sulmona è altro — conclude — ed è altro anche il liceo coinvolto, che considero parte lesa».
Parole altrettanto nette arrivano da Francesco Balassone, segretario provinciale dei Giovani Democratici della provincia dell’Aquila: «Ci sono immagini che non vorremmo mai vedere, specialmente nel 2026 e tra i banchi di scuola. Questa non è una bravata, ma il segnale di una deriva culturale che ci preoccupa e ci disgusta».
Balassone parla di una «banalizzazione dell’orrore» e chiama in causa anche il clima politico e culturale degli ultimi anni: «Questa deriva non nasce dal nulla. Da qui si esce solo con fermezza morale e culturale. Il silenzio di una parte della politica è grave: non reagire significa diventare corresponsabili».
Intanto, le indagini proseguono per accertare responsabilità e contesto, mentre il caso continua a suscitare un acceso dibattito pubblico su memoria storica, educazione e responsabilità collettiva.
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