11 Febbraio 2026 - 09:09:22

di Vanni Biordi

In occasione della Giornata Europea del Numero Unico di Emergenza (NUE), la sede dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile dell’Aquila ha ospitato un vertice istituzionale di alto profilo. Il Prefetto, Vito Cusumano, ha visitato i locali della Centrale Unica di Risposta (CUR), un presidio tecnologico che rappresenta oggi lo spartiacque tra la gestione frammentata del passato e l’efficienza integrata del presente.

Ad accogliere il rappresentante del Governo, il direttore dell’Agenzia Regionale, Maurizio Scelli, e il dirigente del NUE 112, Andrea Cipollone. L’incontro non è stato solo una formalità celebrativa, ma l’occasione per analizzare un modello operativo che, dal 12 marzo 2024 all’8 febbraio 2026, ha gestito in Abruzzo ben 1.317.187 chiamate (circa 2000 al giorno) con una media di risposta di 3.9 secondi. Del totale delle chiamate 647.300 sono state inoltrate alle centrali di secondo livello (Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Emergenza Sanitaria, Guardia Costiera) così ripartite: 381 Chiamate verso altre CUR 112 di altre regioni italiane; 267.892 Emergenza sanitaria; 189.359 Carabinieri; 117.285 Polizia di stato; 72.065 Vigili del fuoco; 318 Capitaneria di porto; mentre 671.341 sono le chiamate che non hanno avuto esito.

Numeri che certificano la centralità di un servizio capace di filtrare le richieste, eliminando le chiamate improprie e garantendo tempi d’intervento fulminei.
Un’integrazione interforze senza precedenti

La forza del 112 risiede nella capacità di far convergere, in un unico punto di contatto, l’intera architettura della sicurezza nazionale. All’interno della centrale aquilana operano sinergicamente rappresentanti dei Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Stradale, Abruzzo Soccorso 118 e Guardia Costiera. Questo modello di «integrazione interforze» permette una classificazione immediata dell’evento, evitando che il cittadino debba ripetere le proprie generalità o la natura dell’emergenza passando da un centralino all’altro.

«Il Numero Unico rappresenta uno strumento fondamentale per la sicurezza dei cittadini», è stato sottolineato durante la visita. Un concetto supportato dai dati nazionali: il servizio è attivo in 16 Regioni e 2 Province Autonome, con 23 Centrali Uniche che servono 48 milioni di italiani (circa l’82% della popolazione). Nel solo 2025, le CUR italiane hanno processato oltre 23 milioni di telefonate, includendo i segnali provenienti dai sistemi e-Call, i dispositivi di bordo che allertano i soccorsi in caso di incidente stradale grave.

L’evoluzione del NUE non è solo organizzativa, ma profondamente tecnologica. Grazie alla localizzazione automatica, il sistema è in grado di individuare la posizione del chiamante anche in aree extraurbane o impervie, incrociando i dati della rete telefonica con quelli del segnale GPS degli smartphone. Un progresso che riduce drasticamente l’incertezza dei soccorritori nelle fasi critiche del “golden hour”.
Un capitolo a parte merita il servizio “112Sordi”, attivo dal 2021. Questo strumento consente alle persone non udenti di interagire con la centrale tramite una chat testuale in tempo reale, inviando contestualmente la propria posizione topografica. È la testimonianza di come la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione possa, e debba, tradursi in un abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali per il diritto universale al soccorso.

L’Abruzzo, con la sua centrale operativa all’avanguardia, si conferma dunque un tassello cruciale nel mosaico della sicurezza europea, garantendo risposte multilingue e standard tecnici che pongono l’Italia ai vertici dell’efficienza comunitaria in ambito di protezione civile e pubblica sicurezza.