11 Febbraio 2026 - 19:37:38

di Martina Colabianchi

La società civile aquilana scende in campo a sostegno del “No” al referendum costituzionale sulla giustizia, per cui i cittadini saranno chiamati al voto i prossimi 22 e 23 marzo.

Il Palazzetto dei Nobili ha ospitato la presentazione del Comitato della Società Civile per il No, che ha visto l’intervento, tra gli altri, del docente universitario Lelio Iapadre, della segretaria generale dell’Flc Cgil Gianna Fracassi, della vicepresidente dell’Anpi Nazionale Betty Leone, dell’avvocata della Consulta Giuridica Cgil Matilde Bidetti e della giudice civile del Tribunale dell’Aquila Maura Manzi del Comitato Giusto Dire No.

Quella promossa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio è, per i sostenitori del No, una riforma ambigua e sbagliata che non risolverà nessuno dei problemi legati alla giustizia, ma piuttosto colpirà ed indebolirà la magistratura, attraverso la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura composti da membri estratti a sorte e, di conseguenza, maggiormente esposti ad influenze da parte delle forze di governo.

«È importante che la società civile si mobiliti perché questo referendum tocca pesantemente la Costituzione, per quello che riguarda l’autonomia della magistratura – spiega Gianna Fracassi –. È giusto che i cittadini sappiano di cosa si sta parlando e vadano a votare. Siamo qui per provare spiegare e far capire perché è importante votare no. È fondamentale far capire che c’è una narrazione falsa rispetto a questo tipo di referendum, che non è vero che è un referendum per rendere più efficiente la giustizia, non è vero che è un referendum per evitare errori giudiziari e non è vero che è un referendum che può determinare miglioramenti nel sistema giudiziario. Questo referendum, banalmente, interviene sull’organismo dell’autogoverno dei giudici frammentandolo e, soprattutto, sottoponendo attraverso la separazione delle carriere il potere giudiziario al potere esecutivo».

Il referendum sulla giustizia, secondo il docente Iapadre, si inserisce in un quadro più ampio di fragilità della democrazia che «in Italia e nel resto del mondo – ha dichiarato – sta affrontando prove durissime perché c’è un chiaro tentativo, in molti Paesi, di ridurre gli spazi di democrazia. La risposta deve essere forte da parte delle opposizioni presenti nei Parlamenti, ma non ce la faremo mai se non c’è anche una partecipazione attiva delle organizzazioni sociali».

L’impegno del Comitato della Società Civile si snoderà, fanno sapere i promotori, attraverso iniziative su tutto il territorio provinciale.