11 Febbraio 2026 - 11:23:10

di Vanni Biordi

C’è un filo sottile, ma indistruttibile, che lega il tessuto produttivo e finanziario del territorio alla salute pubblica. Questo filo oggi si è materializzato nella Sala Alice Dal Brollo dell’Ospedale San Salvatore, dove la consegna di un sofisticato sistema di Elettroencefalografia ha segnato un punto di svolta per l’Unità Operativa Complessa di Neurofisiopatologia.

Non è solo una donazione, è un atto di resistenza civile e progresso scientifico in un’area che ha fatto della rinascita il proprio vessillo.

In un’epoca in cui la tempestività d’intervento definisce il confine tra la cronicità e la guarigione, l’arrivo di uno strumento di ultima generazione rappresenta un’ossigenazione vitale per le liste d’attesa e la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini abruzzesi.

Il Presidente del CDA della Banca del Fucino, Mauro Masi, ha sottolineato la missione etica dell’istituto: «Abbiamo il dovere di restituire valore ai territori in cui operiamo. Sostenere il San Salvatore con una tecnologia così importante significa investire sulla sicurezza sociale e sulla tutela della salute, che resta il bene primario non negoziabile». Le sue parole riecheggiano in una sala gremita, a testimonianza di quanto la comunità senta propria questa evoluzione.

Gli fa eco Luca Bergamotto, Amministratore Unico di Berti 1, il cui contributo è stato determinante per l’acquisizione del macchinario. «Essere parte attiva di questo processo non è un vezzo filantropico, ma una responsabilità d’impresa. La sanità pubblica deve poter contare sul supporto del privato per eccellere, creando un ecosistema dove l’innovazione non sia un lusso, ma uno standard accessibile a tutti».


Ma cosa cambia, tecnicamente, per il paziente? Il Dott. Nicola Cimini, referente dell’U.O.C. di Neurofisiopatologia, spiega la portata dell’innovazione con una lucidità tecnica che non lascia spazio a interpretazioni: «Questo sistema EEG ci permette una mappatura dell’attività cerebrale con una risoluzione e una stabilità di segnale precedentemente impensabili in questo presidio. Potremo diagnosticare con maggiore precisione epilessie, disturbi del sonno e patologie degenerative, riducendo i margini d’errore e personalizzando le terapie sin dal primo screening».

Il Dott. Paolo Costanzi, Direttore dell’ASL1, ha evidenziato come l’integrazione di questo strumento si inserisca in un piano di potenziamento strutturale più ampio. «L’arrivo di questa strumentazione rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto dal nostro team. Non riceviamo solo un ‘macchinario’, ma un’arma in più per la nostra battaglia quotidiana contro le patologie neurologiche. La Neurofisiopatologia dell’Aquila si conferma così un polo d’eccellenza capace di attrarre utenza anche da fuori provincia» dichiara Costanzi.

L’evento della Sala Alice del Brollo non è un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto sociale dove la sanità aquilana sta cercando di riconquistare una centralità strategica nel Centro Italia. La donazione odierna dimostra che la cooperazione tra il settore bancario, l’imprenditoria locale e la dirigenza medica può sopperire alle lungaggini burocratiche, accelerando processi di ammodernamento che, altrimenti, richiederebbero anni.

Mentre il sipario cala sulla cerimonia, resta la consapevolezza che da domani, i corridoi del San Salvatore saranno un po’ meno bui per chi è in cerca di risposte sulla propria salute. La tecnologia, quando è guidata dalla mano della solidarietà, smette di essere freddo metallo e diventa, a tutti gli effetti, cura.