Comuni montani, GD Abruzzo: “Scelta miope che penalizza le aree interne e aumenterà fuga giovani. Difendiamo scuole, servizi e comunità”
11 Febbraio 2026 - 16:03:49
Calderoli e la conseguente ridefinizione dei criteri adottata a livello
regionale, rischiano di perdere lo status di Comune montano. Non si
tratta di una questione tecnica, ma di una scelta profondamente politica
che avrà conseguenze concrete sulla vita di migliaia di cittadini”.
Lo dichiarano Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani
Democratici d’Abruzzo, Cristiano Pavone dei Giovani Democratici di
Teramo e Pia Finoli, vicesegretaria regionale dei Giovani Democratici e
coordinatrice del circolo del Sangro Aventino.
“I comuni interessati si trovano nelle province di Chieti, Pescara e
Teramo, con una forte concentrazione nell’area del Sangro Aventino.
Parliamo di territori già segnati da spopolamento, difficoltà di accesso
ai servizi e fragilità infrastrutturali. Ridurre tutto a criteri
altimetrici e numerici significa ignorare la realtà sociale ed economica
delle aree interne.”
“Perdere lo status di Comune montano — proseguono — significa perdere
accesso a fondi, bandi e agevolazioni fiscali, ma anche mettere
seriamente a rischio la tenuta del sistema scolastico locale. Nei comuni
montani, infatti, gli istituti comprensivi possono oggi contare su
deroghe fondamentali: la possibilità di formare classi con almeno 10
alunni, mantenere la dirigenza scolastica e gli uffici di segreteria
anche con istituti comprensivi sotto la soglia ordinaria di 450
studenti. Senza queste tutele, molti presìdi dello Stato rischierebbero
di scomparire, lasciando intere comunità senza un servizio essenziale
come la scuola.”
“La scuola nelle aree interne non è solo un servizio educativo, ma un
presidio sociale e istituzionale. Preservare queste deroghe significa
garantire che resti almeno un servizio scolastico nei piccoli comuni,
condizione indispensabile per contrastare lo spopolamento e la fuga dei
giovani.”
“La ridefinizione dei criteri dimostra quanto questo governo regionale
sia distante dalle persone che vivono nei territori interni. La
mediazione proposta dalla giunta Marsilio è parziale e insufficiente:
serve un ripensamento serio, costruito insieme agli amministratori
locali e alle comunità.”
“Come Giovani Democratici — concludono Gileno, Pavone e Finoli —
esprimiamo il massimo sostegno ai sindaci delle aree interne e al
presidente di ANCI Giovani Abruzzo Vincenzo D’Ercole. Difendere le
comunità montane significa garantire diritti, servizi essenziali e pari
dignità territoriale, a partire da scuola e sanità.”
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