12 Febbraio 2026 - 16:26:04
di Martina Colabianchi
Nella provincia dell’Aquila, solo per il 2025, sono 103 i pazienti in lista d’attesa per i trattamenti legati all’autismo. Per colmare questo specifico fabbisogno e garantire le cure necessarie, sarebbe necessario uno stanziamento immediato di 1 milione e 120 mila euro.
Non lasciano spazio ad equivoci i dati forniti, in corso di commissione di Vigilanza in Regione Abruzzo, dal presidente dell’associazione Autismo Abruzzo Dario Verzulli, audito insieme ai vertici della sanità regionale.

Per il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, ad emergere è un quadro drammatico per la provincia dell’Aquila che conferma quanto denunciato da anni: «Uno sbilanciamento di risorse sfavorevole nella ripartizione dei fondi sanitari regionali per la provincia dell’Aquila, in particolar modo sul tema dell’autismo, della riabilitazione e dei fondi sull’edilizia sanitaria ospedaliera (saranno ricostruiti tutti gli ospedali d’Abruzzo meno quello dell’Aquila che insista sulla faglia sismica nota e che ha più di 50 anni di vita)».
Ancora più critico è il fronte della riabilitazione ai sensi dell’Articolo 26 (riabilitazione plurima e globale, funzionale e neurologica). In questo caso, la lista d’attesa conta ben 1.106 pazienti. Si tratta di una branca fondamentale per il decorso post-ospedaliero: dalle riabilitazioni ortopediche ai recuperi post-ictus, fino alle patologie neurologiche.
«L’Aquila spende molto per la riabilitazione fuori regione, perché i pazienti vanno a curarsi in altre realtà a causa di questa disorganizzazione causata dall’attuale giunta regionale e della ripartizione iniqua dei fondi sanitari sulla riabilitazione – dichiara ancora Pietrucci -. Sono necessari per coprire il fabbisogno delle liste d’attesa sull’autismo un milione e 120 mila euro, mentre nei prossimi giorni saremo più puntuali in relazione al fabbisogno economico per coprire le liste d’attesa della riabilitazione articolo 26. La giunta regionale proceda, quindi, senza indugio alcuno a reperire le somme necessarie a coprire il fabbisogno su emtrambi i fronti e a ripartire per il futuro in maniera equa sulle quattro Asl provinciali le risorse del fondo sanitario regionale».
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