12 Febbraio 2026 - 09:34:08
di Tommaso Cotellessa
In appena due settimane la petizione Più scuolabus a L’Aquila, più futuro ha raccolto 436 firme online, accompagnate da decine di segnalazioni inviate via email da famiglie del territorio. Nei prossimi giorni la raccolta verrà formalmente chiusa e il testo depositato in Comune, rendendo ufficiale la richiesta di potenziamento del servizio di scuolabus da parte di centinaia di genitori.
Un dato che, secondo i promotori, smentisce quanto affermato in Consiglio Comunale l’11 settembre 2025, quando durante la discussione sull’estensione del servizio alle scuole secondarie di primo grado si parlò di “sole 7 richieste pervenute” per lo scuolabus delle medie. Un numero che, all’epoca, fu utilizzato come argomento per respingere la proposta.
«Quel dato non è mai stato chiarito: non sappiamo da dove provenga, come sia stato conteggiato né secondo quali criteri», sottolineano i genitori promotori dell’iniziativa, Daniela Cesare e Luca Barbetta. «Oggi però è evidente che la domanda esiste, è ampia e trasversale. Chiediamo semplicemente che si prenda atto dei numeri reali e si riapra il confronto».
Durante la seduta di settembre erano state sollevate diverse perplessità sull’estensione del servizio alle scuole medie. Tra queste, l’idea che i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni debbano “responsabilizzarsi” utilizzando il trasporto pubblico ordinario.
I promotori della petizione respingono questa impostazione. «Responsabilizzare non significa abbandonare», spiegano. In una città frammentata e ancora segnata dalla riorganizzazione post-sisma, con scuole delocalizzate anche in strutture provvisorie (MUSP), linee non sempre compatibili con gli orari scolastici, fermate prive di pensiline e assenza di sistemi di tracciamento in tempo reale, l’autonomia – sostengono – deve poggiare su un sistema efficiente e sicuro.
Un’altra obiezione riguarda la sufficienza del trasporto pubblico locale. «Se bastasse davvero – ribattono i genitori – non avremmo raccolto 436 firme in due settimane». Le criticità segnalate parlano di coincidenze difficili, corse diradate, attese lunghe, fermate problematiche e orari non allineati con quelli delle scuole. Il traffico intenso negli orari di ingresso e uscita dagli istituti viene indicato come segnale concreto delle difficoltà quotidiane delle famiglie, spesso costrette ad accompagnare i figli in auto.
C’è poi il confronto con il passato: «Ai miei tempi si prendeva l’autobus». Un ragionamento che, secondo i promotori, non tiene conto delle profonde trasformazioni urbanistiche della città. Prima del sisma molte scuole erano concentrate nel centro storico o in zone servite da più linee; oggi diversi plessi sono situati in aree periferiche o meno collegate.
A rafforzare la richiesta di un servizio dedicato, i promotori richiamano anche un recente episodio finito sui media, in cui un undicenne sarebbe stato fatto scendere dall’autobus per aver acquistato un biglietto errato. Al di là delle responsabilità individuali, sostengono, l’episodio evidenzia le difficoltà di un sistema che richiede ai più giovani di muoversi come adulti.
«Non parliamo di casi isolati – spiegano – ma di un’organizzazione che espone bambini e ragazzi a situazioni complesse, soprattutto quando non esiste un’alternativa dedicata».
La petizione non riguarda esclusivamente le scuole secondarie di primo grado. I firmatari chiedono anche una revisione delle tratte attuali per infanzia e primaria, con l’obiettivo di ottimizzare i percorsi e coprire un numero maggiore di plessi.
Secondo i dati ufficiali, ogni anno circa 40 famiglie vedrebbero negato il servizio per il mancato rispetto dei cosiddetti «criteri di territorialità», criteri che – sostengono i genitori – non sarebbero chiaramente pubblicati o facilmente consultabili.
I promotori precisano di non chiedere collegamenti indiscriminati da un capo all’altro del territorio comunale, né servizi personalizzati «sotto casa». L’obiettivo dichiarato è un servizio coerente con i bacini scolastici reali, capace di ridurre il traffico negli orari di punta, migliorare sicurezza e accessibilità e garantire maggiore equità per le famiglie che non possono svolgere quotidianamente il ruolo di “taxi”.
Alcuni consiglieri comunali hanno richiesto la convocazione della Commissione consiliare competente, nella quale i genitori potranno essere auditi come presentatori dell’istanza e promotori della raccolta firme.
«Ci auguriamo che sia un’occasione vera di ascolto – dichiarano – non per ripetere slogan o fermarsi a numeri parziali. La petizione è una manifestazione di interesse collettiva: se il Comune vuole dati, oggi li ha. Se vuole ascoltare, oggi ha famiglie disponibili a raccontare cosa accade ogni mattina».
La questione, concludono, «non è più se la domanda esista, ma se l’Amministrazione voglia guardare la città per quella che è oggi, quando centinaia di ragazze e ragazzi devono andare a scuola».
LAQTV Live