12 Febbraio 2026 - 11:30:27

di Redazione

Il capoluogo abruzzese piange la scomparsa di Madre Margherita, al secolo Michelina Santarelli, tra le ultime monache Benedettine Celestine del Monastero di San Basilio, luogo simbolo della spiritualità aquilana e cuore della tradizione legata a Papa Celestino V.

A darne notizia è stata l’attuale Madre Badessa, Suor Lanie, con un messaggio carico di commozione: «Con grande dolore vi comunico che la nostra carissima Madre Margherita ci ha lasciati. È volata al Regno dei Cieli, dopo aver dedicato la sua vita al servizio di Dio e dei più bisognosi. La sua dolcezza, la sua dedizione e la sua fede incrollabile hanno toccato profondamente la vita di ciascuno di noi. Con il suo esempio ci ha insegnato l’importanza della generosità, della pazienza e dell’amore verso il prossimo».

Madre Margherita si è spenta serenamente all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove era ricoverata da alcuni giorni. Aveva 89 anni: nata nel 1936, avrebbe compiuto novant’anni nel prossimo mese di marzo.

Legatissima al Monastero di San Basilio – il più antico della città, fondato nel XIV secolo – aveva consacrato l’intera esistenza alla preghiera, al servizio e alla custodia del carisma celestiniano. Per molti anni ha ricoperto anche il ruolo di Madre Badessa, guidando la comunità con discrezione, fermezza e spirito di accoglienza, diventando un punto di riferimento non solo per le consorelle ma per l’intera comunità aquilana.

La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda per la città, storicamente legata alla presenza delle monache Benedettine Celestine, custodi del messaggio di Papa Celestino V e testimoni di un cammino di fede e umiltà che attraversa i secoli.

I solenni funerali si terranno alle ore 9.00 nella chiesa del Monastero di San Basilio e saranno celebrati da Sua Eccellenza Monsignor Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila. Le consorelle, insieme ai familiari, invitano la cittadinanza a unirsi nella preghiera e nel ricordo, affidando Madre Margherita alla misericordia del Signore.

La sua presenza, discreta ma luminosa, lascia un segno profondo e un’eredità spirituale che continuerà a vivere nella comunità monastica e nella città che per decenni l’ha conosciuta e stimata.