Interpellanza Di Marco su vita indipendente: "Ritardi inaccettabili"
13 Febbraio 2026 - 11:15:57
le loro famiglie siano costretti ad anticipare di tasca propria le spese
essenziali per garantire la continuità dei progetti di vita
indipendente, mentre i fondi pubblici restano bloccati nei meandri della
burocrazia”, sulla vicenda il consigliere regionale Antonio Di Marco
annuncia la presentazione di un’interpellanza urgente per fare chiarezza
sui gravi ritardi nell’erogazione delle risorse previste dall’Avviso FSE
“Sostegni ai progetti di Vita Indipendente – anno 2025”.
“L’intervento, pubblicato lo scorso 24 novembre 2025, è destinato a
persone con disabilità per garantire continuità assistenziale, autonomia
e dignità di vita. Si tratta di fondi essenziali, spesso unica fonte di
copertura per servizi indispensabili alla quotidianità – spiega Di Marco
– . Eppure, nonostante fosse previsto un anticipo fino all’80% proprio
per assicurare tempestività, tali risorse non risultano ancora
disponibili agli Ambiti territoriali. Parliamo di persone fragili che
sostengono spese costanti per assistenza, supporto sanitario e autonomia
personale. Ritardi di natura burocratica, pur legati ai controlli
previsti per i fondi FSE, stanno producendo conseguenze sociali
pesantissime. Non si può scaricare sui più deboli il peso dei tempi
amministrativi. Dopo aver chiesto informazioni per capire le ragioni del
ritardo, dal Dipartimento regionale ci hanno detto che i rallentamenti
deriverebbero dalla complessità dei controlli di primo livello. Resta,
però, indispensabile assicurare la continuità dei progetti di vita
indipendente che non sono una voce di bilancio qualsiasi. Con
l’interpellanza, chiedo all’esecutivo di snellire le procedure di
controllo per accelerare l’erogazione dei fondi; di fissare una data
certa per il versamento delle quote spettanti; di garantire senza
ulteriori rinvii l’anticipo dell’80% previsto e di comunicare
tempestivamente tempi chiari alle famiglie.
Non è pensabile tanta e tale incertezza, serve una risposta immediata.
perché – conclude Di Marco – la vita indipendente non può restare
ostaggio della burocrazia”.
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