16 Febbraio 2026 - 16:17:53

di Angelo Liberatore

«Parere condizionato», da parte del tavolo ministeriale, al Programma operativo 2026/2028 presentato dall’Abruzzo in materia di sanità.

Il nodo è tecnico e riguarda, in prima battuta, la questione della stima delle quote del Fondo sanitario nazionale che spetteranno all’Abruzzo negli anni 2027 e 2028.

In sostanza – per il tavolo ministeriale – gli incrementi del fondo, ad oggi, vanno parametrati secondo le norme vigenti e non tenendo già conto di modifiche legislative che sono sì sul tavolo ma non ancora effettive.

Il riferimento è al nuovo criterio (“densità abitativa/estensione territoriale”) al quale è stato dato il via libera, a fine novembre, in sede di Conferenza delle Regioni e Province autonome.

Il criterio va a supportare le Regioni (tra cui l’Abruzzo) che soffrono condizioni di spopolamento ed hanno una prevalente condizione montana.

Per ora, però, questo criterio interessa solo la “Quota premiale” del Fondo sanitario nazionale e non la parte “Indistinta”, che è quella con la capienza più importante di risorse da distribuire ai territori.

L’impegno per estendere il criterio “densità abitativa/estensione territoriale” anche alla parte “Indistinta” dell’Fsn è stato preso ma questo, a livello tecnico, al Tavolo ministeriale non basta.

Tavolo che, poi, sul Programma operativo 2026/2028 per la sanità, ha chiesto a Regione Abruzzo anche altre precisazioni.

Si parla soprattutto di contenimento della spesa: dal risparmio su farmaceutica e dispositivi medici alla verifica dei contratti di somministrazione e delle consulenze.

Dal canto suo, Regione Abruzzo fa sapere che delle nuove procedure di gara centralizzate porteranno a raggiungere gli obiettivi in materia di spesa.

Intanto, sempre la Regione, spiega che le prescrizioni ministeriali saranno integrate nel Programma operativo in sanità 2026/2028 e ci sarà la rimodulazione dei potenziali disavanzi.

Che – conclude la Regione – saranno comunque cifre in divenire ed in aggiornamento.

Questo poichè ci saranno altre revisioni, alla luce sia di novità future sul riparto del Fondo sanitario nazionale sia dell’impatto effettivo delle manovre in corso per il contenimento della spesa.

Paolucci (Pd): «Commissariamento mascherato»

«Altro che rilancio della sanità abruzzese: il Programma Operativo 2026-2028 rappresenta nei fatti una sorta di commissariamento mascherato da parte del governo nazionale, politicamente amico del presidente Marco Marsilio», così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci.

«Il giudizio dei ministeri – sottolinea Paolucci – smonta la narrazione della Giunta: non siamo davanti a uno strumento capace di rimettere in piedi il sistema sanitario, ma a un documento che viene sostanzialmente riscritto da Roma, a partire dalle entrate fino alla spesa. Le richieste di ulteriori risparmi su farmaceutica e dispositivi, insieme alla revisione delle stime del Fondo sanitario nazionale, dimostrano che la Regione non ha un vero controllo della propria programmazione. Il fatto che il Tavolo imponga parametri più stringenti e verifiche su personale, consulenze e contratti indica chiaramente che il Programma non è autonomo ma sottoposto a un controllo politico e tecnico esterno. Non è questa la strada per salvare la sanità abruzzese – conclude Paolucci –. Siamo davanti a un piano che nasce già condizionato e che rischia di tradursi in nuovi tagli e minori servizi per i cittadini. Altro che rafforzamento del sistema pubblico, lascia esterrefatti la decisione della Giunta di affidare servizi ai privati, di fatto questo non salva la sanità e, soprattutto non può essere la soluzione».