16 Febbraio 2026 - 18:41:41
di Martina Colabianchi
Duro scontro tra le organizzazioni sindacali e i vertici dell’Agenzia regionale di Protezione Civile.
Al centro, la recente disposizione del direttore Maurizio Scelli che vedrebbe l’esclusione del riconoscimento delle ore di straordinario per il personale impegnato in trasferte e progetti nazionali e internazionali.
Secondo i consiglieri regionali di Abruzzo Insieme Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna si tratta di una decisione «grave, incomprensibile e politicamente sbagliata», che scarica sui lavoratori il peso della carenza di organico e delle ristrettezze di bilancio.
I due consiglieri di minoranza sottolineano come i progetti europei prevedano coperture economiche dedicate e non incidano sul bilancio ordinario, avvertendo che tale scelta rischia di disincentivare la partecipazione a missioni strategiche, impoverendo il know-how e la capacità di risposta del sistema regionale di fronte alle emergenze climatiche.
Di contro, il direttore Maurizio Scelli respinge le accuse di voler punire i dipendenti, definendo il provvedimento una misura organizzativa temporanea e proporzionata.
Il direttore chiarisce che la partecipazione ai progetti UE non viene soppressa, ma regolata attraverso criteri di rotazione e un numero massimo di partecipanti per evitare il depauperamento del personale necessario sul territorio regionale. In merito al trattamento economico, Scelli precisa che «le ore di viaggio coprano solo l’orario ordinario giornaliero» e che le trasferte non generino automaticamente straordinario, il quale verrà comunque riconosciuto per il tempo effettivamente lavorato oltre il normale orario, in conformità con il CCNL.
Scelli ha ribadito, inoltre, che la priorità resta la continuità operativa in regione e la gestione sostenibile delle risorse pubbliche.
Il direttore ha precisato che «la stima, la fiducia, l’affetto e la gratitudine che nutro nei confronti dei dipendenti dell’Agenzia è dimostrato dalla piena responsabilità più volte assunta dal sottoscritto, nonostante il parere contrario dei loro colleghi in posizioni chiave, riconoscendo ore di straordinario effettuate sia in regione che all’estero».
Scelli, che si è insediato poco più di sei mesi fa, tiene a ricordare che l’organico di cui dispone l’Agenzia e che, di concerto con gli uffici della Regione preposti, sta cercando di ampliare, «suggerirebbe di evitare missioni all’estero e di ricorrere allo smart working, che provocano ricadute pesanti su chi lavora in sede».
«E pertanto – conclude – solo per rispetto verso i desiderata di ciascun dipendente, non ha inteso farlo; almeno per ora. La sicurezza dei cittadini richiede equilibrio tra presenza esterna e impegno operativo di tutti i dipendenti: il provvedimento adottato va esattamente in questa direzione».
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