17 Febbraio 2026 - 18:10:41
di Vanni Biordi
In una regione dove la memoria delle ferite sismiche e idrogeologiche resta una ferita aperta, la solidità della Protezione Civile non è solo una questione amministrativa, ma un pilastro della sicurezza pubblica. Eppure, i numeri che emergono dall’ultima analisi del gruppo consiliare «Abruzzo Insieme» delineano un quadro di fragilità strutturale che va ben oltre la cronaca politica locale.
Il fulcro della questione risiede nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026, firmato a fine gennaio. Un documento tecnico che, nelle mani dei consiglieri Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna, diventa un atto d’accusa.
Secondo i dati certificati, l’Agenzia regionale opererebbe con una carenza di personale pari al 40% dell’organico previsto. Tradotto in numeri, mancano all’appello 21 unità e due dirigenti chiave.
La criticità maggiore riguarda il Servizio Emergenze, cuore pulsante della risposta ai disastri. In questo momento, la struttura risulterebbe priva di un dirigente e di un responsabile d’ufficio.
«In caso di calamità, non esiste una catena di comando formalmente definita», denunciano i consiglieri. È un’affermazione che pesa, poiché la gestione del panico e della logistica in emergenza richiede gerarchie cristalline e responsabilità certe. Non meno preoccupante è la situazione del Centro Funzionale, l’ufficio che monitora h24 i rischi meteorologici e idrogeologici.
Le note interne segnalano difficoltà croniche nel coprire le turnazioni della reperibilità. Se il sistema che deve allertare i Sindaci e i cittadini arranca per mancanza di uomini, l’intero apparato di prevenzione rischia di trasformarsi in un gigante d’argilla.
A questo si aggiunge un paradosso contabile. Il piano delle assunzioni, pur certificando i vuoti, risulterebbe privo di una reale copertura finanziaria. «Siamo davanti a un paradosso amministrativo e politico», sottolineano Cavallari e Menna, contestando anche la scelta di limitare il riconoscimento degli straordinari per i progetti europei. Una misura che, a loro avviso, finisce per demotivare le professionalità più qualificate proprio quando il sistema regionale dichiara di dover ricorrere alla sussidiarietà del Dipartimento Nazionale per restare a galla.
La richiesta alla Giunta presieduta da Marco Marsilio è netta. Servono fondi immediati per le assunzioni e la copertura delle posizioni dirigenziali. La protezione civile non può essere gestita con la logica del risparmio o dell’emergenza permanente.
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