A Sulmona incontro pubblico sui cambiamenti climatici
17 Febbraio 2026 - 09:24:02
Giovedì 19 febbraio alle ore 18, a Sulmona presso la Cgil in vico del
Vecchio, si terrà un incontro pubblico sui cambiamenti climatici e le
loro conseguenze sempre più gravi sui territori, come dimostrano gli
ultimi eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni del sud Italia.
L’incontro vedrà la partecipazione di Renato Di Nicola, portavoce della
Campagna nazionale Per il clima Fuori dal fossile, che relazionerà sulla
COP 30 svoltasi a Belém in Brasile alla quale ha partecipato insieme ad
una delegazione italiana.
La COP è la Conferenza delle parti delle Nazioni Unite che ogni anno
riunisce i rappresentanti di tutti i Paesi per discutere delle strategie
necessarie per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il
riscaldamento globale a 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali.
La COP 30 di Belém è stata un’occasione persa. Essa, infatti, si è
conclusa senza impegni concreti per il rapido l’abbandono dei
combustibili fossili – causa principale dei cambiamenti climatici –
nonostante che la richiesta sia stata sostenuta da oltre 80 Paesi.
Stiamo assistendo ad una pericolosa ripresa del negazionismo alla cui
testa vediamo il presidente americano Donald Trump che ha definito una
“truffa” il cambiamento climatico, ha ritirato gli Stati Uniti
dall’Accordo di Parigi, ha tagliato i finanziamenti all’Agenzia
statunitense per l’ambiente e ha rilanciato le estrazioni di petrolio e
gas.
Le conseguenze di questa deriva, che rafforza il potere delle grandi
compagnie del fossile, si ripercuotono a livello globale, con interventi
golpisti come quello messo in atto in Venezuela per impossessarsi delle
risorse petrolifere, e con l’impegno assunto dall’Europa di importare
dagli Stati Uniti più GNL (gas naturale liquefatto) e a prezzi più alti
di altri fornitori.
A Belém Renato Di Nicola ha preso parte anche al Vertice dei Popoli, un
evento parallelo alla COP 30 promosso dai popoli danneggiati dai
cambiamenti climatici. Il vertice ha visto come protagonisti di primo
piano i rappresentanti dei popoli indigeni e dei movimenti che in tutto
mondo lottano per la giustizia sociale e ambientale.
La dichiarazione finale del Vertice dei Popoli denuncia il modello
capitalistico globale e le multinazionali come le principali
responsabili della crisi climatica. In particolare, le multinazionali
del settore fossile che, con la complicità del potere politico,
considerano i territori come colonie da sfruttare per accrescere i loro
profitti.
Ne abbiamo la riprova sotto i nostri occhi: la devastazione che la Snam
sta compiendo a Case Pente per realizzare un’opera inutile, dannosa e
pericolosa e che legherà Sulmona e la Valle Peligna alle fonti fossili
per i prossimi decenni.
Vecchio, si terrà un incontro pubblico sui cambiamenti climatici e le
loro conseguenze sempre più gravi sui territori, come dimostrano gli
ultimi eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni del sud Italia.
L’incontro vedrà la partecipazione di Renato Di Nicola, portavoce della
Campagna nazionale Per il clima Fuori dal fossile, che relazionerà sulla
COP 30 svoltasi a Belém in Brasile alla quale ha partecipato insieme ad
una delegazione italiana.
La COP è la Conferenza delle parti delle Nazioni Unite che ogni anno
riunisce i rappresentanti di tutti i Paesi per discutere delle strategie
necessarie per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il
riscaldamento globale a 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali.
La COP 30 di Belém è stata un’occasione persa. Essa, infatti, si è
conclusa senza impegni concreti per il rapido l’abbandono dei
combustibili fossili – causa principale dei cambiamenti climatici –
nonostante che la richiesta sia stata sostenuta da oltre 80 Paesi.
Stiamo assistendo ad una pericolosa ripresa del negazionismo alla cui
testa vediamo il presidente americano Donald Trump che ha definito una
“truffa” il cambiamento climatico, ha ritirato gli Stati Uniti
dall’Accordo di Parigi, ha tagliato i finanziamenti all’Agenzia
statunitense per l’ambiente e ha rilanciato le estrazioni di petrolio e
gas.
Le conseguenze di questa deriva, che rafforza il potere delle grandi
compagnie del fossile, si ripercuotono a livello globale, con interventi
golpisti come quello messo in atto in Venezuela per impossessarsi delle
risorse petrolifere, e con l’impegno assunto dall’Europa di importare
dagli Stati Uniti più GNL (gas naturale liquefatto) e a prezzi più alti
di altri fornitori.
A Belém Renato Di Nicola ha preso parte anche al Vertice dei Popoli, un
evento parallelo alla COP 30 promosso dai popoli danneggiati dai
cambiamenti climatici. Il vertice ha visto come protagonisti di primo
piano i rappresentanti dei popoli indigeni e dei movimenti che in tutto
mondo lottano per la giustizia sociale e ambientale.
La dichiarazione finale del Vertice dei Popoli denuncia il modello
capitalistico globale e le multinazionali come le principali
responsabili della crisi climatica. In particolare, le multinazionali
del settore fossile che, con la complicità del potere politico,
considerano i territori come colonie da sfruttare per accrescere i loro
profitti.
Ne abbiamo la riprova sotto i nostri occhi: la devastazione che la Snam
sta compiendo a Case Pente per realizzare un’opera inutile, dannosa e
pericolosa e che legherà Sulmona e la Valle Peligna alle fonti fossili
per i prossimi decenni.
Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile
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