20 Febbraio 2026 - 17:37:06
di Marianna Galeota
L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026 sarà la prima città italiana ad ospitare l‘Ecce Homo di Antonello da Messina, che lo Stato Italiano ha appena acquistato per la somma di 14,9 milioni di dollari da Sotheby’s (circa 12,6 milioni di euro).
Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo a Saturnia al Forum in Masseria, organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partners, nel Panel “La cultura come motore di sviluppo: valorizzazione del patrimonio e crescita economica”.
«L’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio. E quale può essere la residenza di Antonello da Messina quest’anno? Nell’anno che celebra la città come Capitale italiana della Cultura, non può che essere L’Aquila a ospitare al Forte Spagnolo questa straordinaria tela che ritorna in Italia. Dopodiché l’Ecce Homo apparirà a Messina, a Firenze, a Roma, in tutti i più importanti musei italiani e in tutti quei luoghi in cui le persone hanno bisogno di vedere bellezza e storia», ha annunciato Giuli.
La preziosa tavola dipinta su due lati, un unicum nella produzione di Antonello da Messina, è rimasta in mani private per lungo tempo.
Si tratta del primo Ecce Homo eseguito dal maestro messinese, che successivamente avrebbe realizzato numerose versioni del soggetto oggi sparse per il mondo, dal Metropolitan Museum di New York alla National Gallery di Londra, dal Louvre a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il sindaco Pierluigi Biondi che ha affermato: «Con il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026, L’Aquila punta a consacrarsi quale modello nazionale di rinascita attraverso la cultura. Da anni investiamo in cultura, intesa come leva strategica della ricostruzione ed elemento cardine per la valorizzazione della aree interne dell’Appennino. In questo 2026 abbiamo l’opportunità storica di dimostrare come il patrimonio immateriale, la creatività e la conoscenza siano i veri motori del rilancio e della crescita economica. D’altra parte, L’Aquila non è sola: è il centro di un territorio innervato da interrelazioni secolari, in cui ciascun paese o città è legato l’uno all’altro. Un territorio, mille capitali: una rete diffusa di luoghi che ritrovano centralità e orgoglio, superando la marginalità attraverso un’offerta culturale di respiro internazionale. Siamo pronti a essere il laboratorio di un’Italia che riparte dalle sue radici per guardare al futuro, provando che laddove c’è cultura, c’è una comunità che decide di restare, di investire con fiducia».
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