21 Febbraio 2026 - 09:29:50

di Martina Colabianchi

Ancora un grido d’allarme quello lanciato dalla Fp Cgil Abruzzo Molise Polizia Penitenziaria sulla situazione del carcere di Sulmona, un grido che questa volta preannuncia azioni concrete per tutelare gli operatori della struttura nel caso in cui non si decida di agire concretamente.

Al centro della missiva formale indirizzata, tra gli altri, al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, al sindaco di Sulmona Luca Tirabassi e al prefetto dell’Aquila Vito Cusumano, l’inadeguatezza dell’attuale pianta organica rispetto alle reali esigenze della struttura, che oggi ospita ben 665 detenuti a fronte di una previsione precedente basata su 450 presenze.

Nonostante l’apertura di un nuovo padiglione detentivo abbia fatto lievitare il numero degli ospiti, il contingente operativo di Polizia Penitenziaria è rimasto fermo a sole 226 unità, un dato persino inferiore alle 274 unità già previste dai decreti del 2024.

Secondo il coordinatore regionale Gino Ciampa, è «inimmaginabile» che un numero così elevato di detenuti in regime di Alta Sicurezza possa essere gestito con un personale così esiguo.

La sigla sindacale sottolinea come la sicurezza del carcere peligno, noto alle cronache per numerosi episodi di violenza, droga e cellulari introdotti all’interno, sia attualmente garantita solo dall’abnegazione degli agenti, costretti però a carichi di lavoro estenuanti e a sacrifici non più sostenibili.

Per queste ragioni, il sindacato chiede con urgenza «l’adeguamento della pianta organica, l’invio di un congro numero di personale di Polizia Penitenziaria e il blocco delle assegnazioni di nuovi detenuti».

«La Fp Cgil Polizia Penitenziaria Abruzzo e Molise – conclude Ciampa – attiverà tutte le procedure necessarie volte a tutelare gli operatori della struttura in questione, dichiarando fin da ora lo stato di agitazione se non saranno messe in campo iniziative volte ad affrontare definitivamente il problema che ormai si trascina da anni».