21 Febbraio 2026 - 18:32:18

di Redazione

Libertà e democrazia per l’Iran e un intervento dei paesi occidentali.

E’ quanto chiedono i rappresentanti della comunità iraniana dell’Aquila, che oggi pomeriggio hanno manifestato in piazza Regina Margherita contro il regime dell’Ayatollah Ali Khamenei.

«Noi a questo punti della nostra rivoluzione cominciata in Iran chiediamo all’occidente e agli Stati Uniti di darci una mano – afferma Homayoun Effati , medico chirurgo iraniano che vive all’Aquila da oltre trent’anni – Da soli contro questo regime sanguinario senza pietà che applica solo oppressioni e repressioni non ce la facciamo, è evidente».

Intanto in Iran proseguono proteste e scontri nei campus universitari di Teheran e Mashhad e resta alta la tensione con Washington sul dossier nucleare.

Le proteste di oggi sono finite con l’intervento dei paramilitari sono e l’arresto di numerosi studenti.

Gli Usa stanno valutando un attacco mirato e limitato, come affermato da Trump e l’ipotesi di una soluzione diplomatica tra Teheran e Washington sembrerebbe scemare.

Circa l’intervento degli Usa, Effati ha commentato: «Credo che ogni libertà e indipendenza abbiano il loro prezzo. Non può esserci cosa peggiore di questo regime. Più buio di mezzanotte non può fare. Questo regime continua ad uccidere e deve cambiate anche, purtroppo, con le vittime che dovesse comportare».

«La guerra di 12 giorni di qualche mese fa ha dimostrato che l’attacco degli occidentali è stato mirato -conclude – Colpiscono luoghi con armi e luoghi dove magari hanno la certezze che ci siano i capi della polizia iraniana. Con degli attacchi mirati posso darci una grande mano e sicuramente come danno sará minore».

La comunità iraniana dell’Aquila era già scesa in piazza lo scorso 18 gennaio con una manifestazione pensata, hanno detto gli organizzatori, «non come un gesto identitario, ma come un appello pubblico rivolto all’intera città», esattamente come la manifestazione organizzata per oggi.