22 Febbraio 2026 - 10:45:07
di Martina Colabianchi
L’Abruzzo si conferma una terra di eccellenza nel panorama olivicolo italiano, distinguendosi per la qualità della sua produzione in un contesto nazionale ed internazionale segnato da forti contrasti.
È quanto emerge dall’ultimo report dell’Area Studi Mediobanca.
Nonostante l’Italia abbia registrato una contrazione produttiva del 31,8% nel 2024-25, l’Abruzzo mantiene un ruolo di primo piano per quanto riguarda la qualità tecnica del prodotto. Pur posizionandosi ottava in Italia per produzione, la regione si posiziona al terzo posto per resa delle olive, con una percentuale del 16,7%, ovvero i litri di olio ottenuti ogni 10 kg di olive.
Questo dato colloca il territorio abruzzese subito dopo la Calabria (19%) e la Liguria (17,9%), superando persino la Puglia (16,1%), che pure detiene il primato nazionale per volumi complessivi.
I dati si collocano nella cornice di un settore olivicolo italiano che sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Mentre la produzione mondiale è ai massimi storici, avendo toccato i 3,6 milioni di tonnellate (+38%) , l’Italia è in controtendenza, avendo dimezzato il proprio peso sulla produzione globale, scendendo al 6,3%.
Questa scarsità dell’offerta nazionale mantiene i prezzi dell’olio extravergine d’oliva (EVO) italiano su livelli molto elevati rispetto ai competitor diretti. A novembre 2025, ad esempio, l’EVO nazionale quotava 7,58 €/kg, una cifra pari a 1,5 volte quella del prodotto greco (5,05 €/kg), 1,7 volte quello spagnolo (4,54 €/kg) e 2,1 volte quello tunisino (3,68 €/kg).
Questa dinamica ha portato a un calo del 4% dei consumi interni in Italia, sebbene il nostro Paese resti il terzo consumatore mondiale con una quota del 12,3%.
Negli ultimi dieci anni, inoltre, la superficie agricola nazionale destinata agli olivi è diminuita del 7,1%, con i produttori di olio che soffrono di una redditività inferiore rispetto ad altri comparti alimentari, con un ebit margin del 2,6% contro il 4,8% dell’alimentare totale.
In risposta a queste difficoltà, il comparto dell’olio d’oliva è quello che ha investito di più nell’ultimo decennio, con una crescita media annua degli investimenti materiali del 10,1%.
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