23 Febbraio 2026 - 09:42:28
di Marianna Galeota
Una testa di agnello appesa alla lapide di una tomba del cimitero di Civitella Roveto (L’Aquila) e parole offensive e minacciose scritte su un cartoncino.
Per questo motivo una donna, a fine gennaio, ha denunciato l’episodio di profanazione della tomba del nonno ai carabinieri, denunciando inoltre un successivo episodio in cui è stata strappata via la cornice
con la foto del defunto.
I carabinieri della stazione di Civitella Roveto hanno pertanto avviato un’indagine per l’individuazione dell’autore della profanazione della tomba, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica del Tribunale di Avezzano.
I riscontri investigativi scaturiti dalle indagini che hanno visto il coinvolgimento del Nucleo Carabinieri Forestale di Canistro, hanno portato alla richiesta all’autorità giudiziaria di un decreto di perquisizione domiciliare per un 61enne, eseguita ieri mattina.
Nell’abitazione dell’uomo, gli uomini dell’Arma hanno trovato e sottoposto a sequestro capi di abbigliamento ed altri oggetti pertinenti all’indagine.
Nel corso della perquisizione, inoltre, sono state rinvenute alcune armi che, benché legalmente detenute, erano detenute senza i requisiti di sicurezza previsti e di un quantitativo di munizioni superiore a quello denunciato all’autorità di pubblica sicurezza.
Sia le armi che le munizioni sono state sequestrate. Il 61enne, deferito in stato di libertà, dovrà ora rispondere delle accuse di «vilipendio delle tombe, furto aggravato, detenzione abusiva di munizioni ed omessa custodia delle armi».
I carabinieri evidenziano che «le persone arrestate o deferite in stato di libertà sono innocenti sino alla pronuncia della sentenza definitiva e che i provvedimenti adottati dalla Polizia Giudiziaria richiedono la necessaria verifica e convalida da parte dell’autorità giudiziaria, non implicando alcuna responsabilità accertata»
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