23 Febbraio 2026 - 10:38:15

di Tommaso Cotellessa

Resta acceso in Abruzzo lo scontro politico sul fronte della sanità. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, continua a puntare il dito contro la gestione della Giunta guidata dal presidente Marco Marsilio, parlando di «disavanzo strutturale» e di un sistema che «sopravvive solo grazie all’aumento delle tasse».

Al centro delle critiche il parere espresso dai Ministeri affiancanti – Economia e Salute – sul Programma Operativo 2026-2028 della Regione. Un documento che, secondo Paolucci, rappresenterebbe «la certificazione ufficiale di quanto denunciato dalle opposizioni». Il riferimento è alle prescrizioni vincolanti previste dalla normativa nazionale, che impongono alla Regione correzioni puntuali e tempi stringenti per il recepimento delle indicazioni tecniche.

«Non si tratta di raccomandazioni – sostiene l’esponente dem – ma di prescrizioni vincolanti che nei fatti configurano un commissariamento. Il Tavolo ministeriale non si limita a valutare: impone modifiche e chiede risposte puntuali». Nel mirino anche la narrazione dell’avanzo rivendicato nei giorni scorsi dall’assessora alla Salute Nicoletta Verì, che secondo Paolucci sarebbe smentita dai numeri contenuti nel parere.

Il documento, spiega il capogruppo PD, evidenzierebbe come, nonostante oltre 170 milioni di tagli in diversi comparti della sanità regionale, il disavanzo resti strutturale per l’intero triennio 2026-2028. Le coperture, sempre secondo l’opposizione, deriverebbero principalmente dalla leva fiscale. «In sede di verifica – afferma Paolucci – la Regione ha già conferito 113 milioni di euro di maggiori entrate fiscali per coprire il disavanzo del quarto trimestre 2024. Non da efficienze o riorganizzazioni, ma da tasse».

Tra i rilievi contestati alla Giunta vi sarebbero anche la sovrastima delle entrate – con richieste di riduzione per 27 milioni nel 2027 e 64 milioni nel 2028 – e la necessità di misure più incisive sul recupero della mobilità passiva. Critiche riguarderebbero inoltre l’esternalizzazione dei servizi e l’ipotesi di affidare al privato prestazioni e presidi ospedalieri pubblici ritenuti non performanti.

Non mancano osservazioni sul ritardo nella scelta del DEA di secondo livello, ritenuto strategico per l’assetto della rete ospedaliera regionale, e sui tempi di attuazione degli interventi legati al PNRR. Il Tavolo ministeriale, sempre secondo quanto riferito dall’esponente dem, avrebbe chiesto chiarimenti anche sulla gestione della spesa farmaceutica e sugli emoderivati, oltre che sull’assenza di un’analisi dettagliata delle cause dell’aumento della spesa sanitaria regionale, superiore alla media nazionale.

Particolarmente delicato il passaggio sui LEA (Livelli essenziali di assistenza): il parere ministeriale definirebbe «poco comprensibile» l’affermazione secondo cui le Asl non sarebbero in grado di garantire prestazioni comprese nei livelli essenziali, ricordando che il finanziamento del servizio sanitario regionale è destinato proprio a questo scopo.

Infine, il documento solleciterebbe chiarimenti sulle coperture relative agli incentivi per l’alta complessità e sottolineerebbe l’assenza di una tabella che colleghi ogni azione prevista a un impatto finanziario concreto, rendendo difficile valutare la congruità dei risparmi indicati.

«Il risanamento – conclude Paolucci – ad oggi non c’è stato e, di questo passo, non ci sarà neanche in futuro».