26 Febbraio 2026 - 11:15:31
di Vanni Biordi
Quasi un bambino su quattro in Abruzzo è obeso. Non è un dato da statistica astratta: è il peso, reale e misurabile, di abitudini sbagliate che si costruiscono a tavola, sul divano, lontano dai campi di gioco. Il 21,6% dei ragazzi abruzzesi è in sovrappeso, il 13,8% soffre di obesità conclamata.
Numeri che si inseriscono in un quadro nazionale ancora più preoccupante, dove più di un bambino su tre supera i valori di peso considerati fisiologicamente corretti per la sua età.
Per rispondere a questa emergenza, che non fa rumore ma pesa sul sistema sanitario come sulla qualità di vita dei piccoli pazienti, la Lega Nazionale Dilettanti Abruzzo ha presentato ufficialmente il progetto «Scegliamo da Campioni», nato dalla collaborazione tra LND e Federazione Italiana Giuoco Calcio, con il prestigioso patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
La cerimonia, questa mattina, all’Aquila, nella sala ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, sede simbolica del Consiglio regionale d’Abruzzo. Il calcio, in Italia, non è solo uno sport: è un linguaggio condiviso da generazioni, uno spazio di socialità che attraversa quartieri, famiglie, classi sociali.
Ed è proprio questa capillarità, oltre 14.000 società affiliate su tutto il territorio nazionale, che la LND intende mettere a sistema.
«Le società sportive dilettantistiche», ha spiegato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete nel suo intervento conclusivo, «sono un presidio educativo insostituibile nelle comunità locali. Possono e devono fare di più per la salute dei nostri ragazzi».
Il progetto si articola su più livelli: formazione dei tecnici sportivi sulle tematiche nutrizionali, coinvolgimento degli insegnanti attraverso l’Ufficio Scolastico Regionale, e sensibilizzazione diretta delle famiglie.
«Non si tratta di trasformare gli allenatori in dietisti», ha precisato la nutrizionista Giulia Cipriani durante la presentazione, «ma di costruire un ecosistema di consapevolezza: il bambino che sente parlare di alimentazione corretta nello spogliatoio lo riporta a casa, e il messaggio si moltiplica».
Sul versante scientifico, l’intervento del dirigente di Ricerca dell’ISS Emanuele Scafato ha fornito il quadro epidemiologico aggiornato. L’Italia si colloca tra i Paesi europei con i tassi più elevati di obesità infantile, un fenomeno che la letteratura medica correla non solo all’eccesso calorico ma a fattori ambientali complessi: la desertificazione degli spazi verdi urbani, la diffusione di cibi ultra-processati a basso costo, la sedentarietà indotta dall’uso prolungato di schermi.
Secondo i dati del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, meno del 20% dei bambini italiani raggiunge i livelli minimi di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il percorso abruzzese è già sostenuto da una rete istituzionale significativa: Regione Abruzzo, CONI Abruzzo e Ufficio Scolastico Regionale hanno formalmente aderito all’iniziativa, garantendo continuità e integrazione con le politiche locali di salute pubblica.
Il presidente della LND Abruzzo Concezio Memmo, che ha aperto i lavori, ha sottolineato come il progetto non sia calato dall’alto ma costruito su un dialogo reale con il territorio: «Conoscevamo il problema. Ora abbiamo gli strumenti per affrontarlo insieme».
La sfida è ambiziosa quanto necessaria. Un bambino obeso ha una probabilità significativamente più alta di diventare un adulto obeso, con tutto il corollario di patologie croniche associate, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, disturbi muscolo-scheletrici, che rappresentano già oggi una delle principali voci di spesa per il Servizio Sanitario Nazionale.
Investire nella prevenzione precoce, attraverso canali non convenzionali come lo sport dilettantistico, è una scelta che la medicina preventiva raccomanda con crescente insistenza. «Scegliamo da Campioni» scommette che il pallone possa essere uno strumento di salute pubblica. In Abruzzo, la partita è appena iniziata.

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