28 Febbraio 2026 - 10:32:12
di Tommaso Cotellessa
Dopo l’annuncio da parte della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila della sospensione delle cartelle esattoriali inviate per presunte mancate disdette di prestazioni sanitarie relative al periodo 2015-2021, l’attenzione si concentra ora sul 10 marzo, quando ad Avezzano si terrà la prima udienza di una delle cause pilota chiamate a fare chiarezza nel contenzioso tra l’azienda sanitaria e i cittadini coinvolti. La sospensione, come precisato dai vertici aziendali, è soltanto temporanea: le cartelle restano congelate in attesa della decisione del giudice di pace sui tempi di prescrizione. Nel frattempo, la vicenda è diventata un vero e proprio caso che investe il delicato equilibrio tra responsabilità civica degli utenti e doveri della pubblica amministrazione, sollevando interrogativi sul rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario pubblico.
Sul tema interviene Federconsumatori Abruzzo, che chiarisce la propria posizione: l’associazione si dice da sempre favorevole a una concreta battaglia contro gli sprechi in sanità e a ogni misura capace di ridurre le liste d’attesa attraverso comportamenti responsabili degli utenti, ma sottolinea come legalità e rispetto debbano essere reciproci. Non può esistere senso civico, evidenzia, senza garanzie di equità, trasparenza e correttezza amministrativa. La portata del problema emerge anche dai numeri: centinaia di cittadini si sono rivolti agli sportelli dell’associazione o hanno contattato telefonicamente la sede regionale dopo aver ricevuto le contestazioni. Molti utenti sono convinti di aver comunicato regolarmente la rinuncia alla prestazione sanitaria, spesso telefonicamente o allo sportello, senza però ricevere alcuna conferma documentale. Il nodo centrale riguarda proprio l’arco temporale 2015-2021, anni in cui i sistemi di prenotazione e disdetta della ASL 1 presentavano, secondo le segnalazioni raccolte, criticità significative in termini di tracciabilità e certezza delle operazioni effettuate, circostanza che avrebbe finito per generare contestazioni a distanza di anni.
Per affrontare la questione, Federconsumatori Abruzzo e la CGIL L’Aquila hanno avviato un’azione congiunta, trasformando le segnalazioni individuali in un’iniziativa collettiva di tutela con l’obiettivo di garantire trasparenza, correttezza e rispetto dei diritti in un sistema che, nel periodo considerato, avrebbe mostrato criticità organizzative e gestionali. «La nostra battaglia nasce dall’ascolto diretto dei cittadini – dichiarano Francesco Trivelli, presidente di Federconsumatori Abruzzo, e Francesco Marrelli, segretario generale della CGIL L’Aquila –. Abbiamo portato la loro voce in ogni sede istituzionale possibile, dalla Regione Abruzzo con richieste di verifiche ispettive nelle Commissioni di Vigilanza, ai consigli comunali e agli organismi civici del territorio, ma i nostri appelli sono rimasti senza riscontro».
Di fronte a quello che viene definito un silenzio istituzionale e a una gestione del passato ritenuta priva di adeguata trasparenza, l’associazione ha scelto la strada dei ricorsi legali, impugnando tre cartelle pilota davanti ai giudici di pace per ottenere pronunce chiare sulla legittimità delle sanzioni e sulla correttezza delle procedure adottate dalla ASL 1, unica realtà in Abruzzo e tra le poche in Italia ad aver attivato un’azione retroattiva di questa portata. La questione, oltre al profilo strettamente giuridico, richiama principi costituzionali fondamentali, come il diritto alla salute e il buon andamento della pubblica amministrazione, imponendo che l’azione amministrativa sia improntata a proporzionalità, ragionevolezza e rispetto della buona fede dei cittadini, elementi che ora saranno al centro del confronto in aula.
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