28 Febbraio 2026 - 13:59:17
di Angelo Liberatore
Da L’Aquila parte una riflessione sulla necessità di rimettere la natalità e le politiche a sostegno della famiglia al centro dell’agenda politica ad ogni livello istituzionale. Anche con l’obiettivo di frenare lo spopolamento delle aree interne.
All’Auditorium del Parco un convegno organizzato dal Forum nazionale delle Associazioni Familiari. In apertura dei lavori il videomessaggio di Raffaele Fitto, Commissario europeo per la politica regionale e di coesione.
Fitto ha assicurato come demografia e attenzione alle aree interne saranno uno degli assi portati della programmazione comunitaria 2028/2034. «Queste risorse – spiega il Commissario – sono decisive per affrontare sfide strutturali come competitività, digitalizzazione, occupazione, infrastrutture e sviluppo territoriale».
«Tra queste sfide – prosegue Fitto – c’è anche quella demografica, una delle più importanti. Le aree interne, remote e meno popolate, sono le più vulnerabili e qui lo spopolamento rischia di alimentare un circolo vizioso in cui sempre più giovani sentono la necessità di lasciare il luogo in cui sono cresciuti per cercare altrove opportunità di studio e di lavoro. Per questo, la politica di coesione deve avere un ruolo centrale nel contrastare queste dinamiche».
«Fin dall’inizio il mio mandato – ricorda Raffaele Fitto – ho posto al centro il principio del “Right to stay”, il diritto di ogni cittadino europeo di vivere e prosperare nel luogo che chiama casa: ma questo diritto va reso concreto, e significa promuovere sviluppo economico, infrastrutture moderne e qualità della vita affinché le aree interne siano attrattive, soprattutto per le giovani generazioni».
«In tale ottica – conclude Raffaele Fitto – stiamo lavorando ad una strategia specifica sul diritto di rimanere che lanceremo entro la fine del 2026. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività dei territori integrare meglio le aree urbane rurali e mobilitare riforme di investimenti per sostenere ciò di cui le comunità hanno bisogno per prosperare».
Quella del sostegno alle famiglie è una sfida da raccogliere e vincere. Perché ad oggi – come rilevato dal presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli – i dati raccontano di un andamento demografico che in Italia è in forte contrazione. «Siamo entrati in una fase di declino demografico ormai da diversi anni – dichiara Chelli – la popolazione invece di crescere o di rimanere stabile diminuisce: dal 2014, in Italia abbiamo già perso circa un milione e mezzo di persone».
«Questo – dettaglia il presidente di Istat – è dovuto sia da una forte differenza nel saldo naturale, che vuol dire che il numero dei decessi supera costantemente quello delle nascite, sia da una situazione migratoria molto positiva che però non riesce a ristabilire l’equilibrio». «Questa è la situazione generale – puntualizza Chelli – che naturalmente si ripercuote anche sull’Abruzzo e con tendenze un po’ più accentuate, che sono le tendenze tipiche del Mezzogiorno d’Italia».
Dal Forum nazionale delle Associazioni Familiari idee chiare su quelli che potrebbero essere dei correttivi concreti da mettere in campo per provare ad invertire la tendenza.
A fare il punto il presidente Adriano Bordignon: «Anzitutto un investimento importante sul mondo femminile, sulla conciliazione tra lavoro e cura; a fianco a questo anche la condivisione dei compiti di cura, perché il mondo maschile ancora troppo spesso si tiene lontano da questi spazi. L’altro aspetto, poi, è una maggiore attenzione alla questione del mondo giovanile: i giovani italiani entrano a essere protagonisti delle loro vite troppo tardi rispetto ai coetanei europei, e molti lasciano il Paese andando da altre parti».
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