28 Febbraio 2026 - 09:12:50

di Redazione

L’Aquila accende i riflettori sulla grande tradizione letteraria italiana grazie a un progetto espositivo che unisce immaginazione visiva e riflessione culturale. Dal 1 al 14 marzo, con ingresso gratuito dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, la Sala Navata del Palazzo dell’Emiciclo accoglie una selezione di ventuno tavole originali ideate dal fumettista e illustratore di fama mondiale Gabriele Dell’Otto, realizzate per l’edizione illustrata della Divina Commedia curata insieme al critico Franco Nembrini e pubblicata da Mondadori.

Questa iniziativa, promossa dalla Fondazione Santa Monica e denominata “Uomini siate e non pecore matte” ben si inserisce nel programma culturale di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e mette al centro il rapporto tra il messaggio dantesco e l’espressione artistica moderna.

Gabriele Dell’Otto ha dato nuova vita al poema attraverso un linguaggio figurativo energico e attuale. Le opere, nate per un’edizione illustrata pubblicata da Mondadori, restituiscono un immaginario potente, dove la tensione drammatica dei dannati, l’attesa purificatrice delle anime penitenti e la luce abbagliante della dimensione celeste prendono forma in composizioni di grande intensità. Il segno deciso e la costruzione scenica trasformano i versi danteschi in visioni capaci di parlare al pubblico contemporaneo.

La rassegna non si limita all’aspetto estetico. Accanto alle immagini trovano spazio le riflessioni critiche di Franco Nembrini, curatore dell’iniziativa, che ha posto l’accento sulla utilità sempre attuale della parola del poeta fiorentino. Durante la presentazione, Nembrini ha richiamato un ricordo giovanile per spiegare la forza dell’esperienza artistica, descrivendola come una sorgente capace di offrire le parole necessarie a interpretare la propria storia personale.

Il percorso espositivo è pensato come un cammino interiore: il viaggio verso Dio diventa metafora della scoperta di sé, tra aspirazione al bene, consapevolezza del male e possibilità di redenzione. Un itinerario che invita a misurarsi con le grandi domande dell’esistenza, rendendo l’opera dantesca sorprendentemente vicina alla sensibilità odierna.

Elemento originale dell’evento è il coinvolgimento di circa cinquanta studenti, formati come mediatori culturali per accompagnare i visitatori nella lettura delle opere e delle tematiche affrontate. Questo approccio didattico integra la dimensione visiva con quella educativa e sociale, sottolineando che la mostra non è solo un’esposizione ma anche un luogo di scambio e di scoperta.

L’assessore alla Cultura Roberto Santangelo ha definito l’iniziativa «un ponte tra il patrimonio classico e il presente», capace di trasformare la parola poetica in immagine e pensiero, e «qualcosa che lascerà un segno» nell’esperienza di chi visiterà la mostra. Parole di apprezzamento alla iniziativa sono venute anche dall’assessore Ersilia Lancia e da Mons. Antonio D’Angelo Arcivescovo Metropolita dell’Aquila.