02 Marzo 2026 - 12:17:26
di Marianna Galeota
Sono 12.591 i lavoratori domestici in Abruzzo nel 2024 secondo i dati Inps, con una prevalenza di badanti (56,3%).
Nell’ultimo triennio il divario si è ampliato, visto il calo più intenso per le colf (-21,0%) rispetto alle badanti (-12,3%).
Il lavoro domestico in Abruzzo ha una forte connotazione femminile (92,8%). Pur avendo una lieve prevalenza straniera (52,3%), il gruppo più numeroso è quello dei domestici italiani (47,7%). Dati che emergono dal 7° rapporto annuale sul lavoro domestico curato dall’osservatorio Domina, associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico.
In Abruzzo, nel 2024, secondo i dati INPS, sono 13.017 datori di lavoro domestico. Tra questi, il 15,4% rappresenta la quota percentuale dei grandi invalidi. La distribuzione di genere fra i datori di lavoro conta la presenza del 40,6% uomini e del 59,4% delle donne. Tra il 2021 e il 2024 si osserva una variazione negativa del 16,1% nel numero di famiglie che impiegano lavoro domestico. La spesa familiare media annua per il lavoro domestico è di 7.477 euro, mentre l’età media dei datori di lavoro è di 71,6 anni. Il 7,5% delle famiglie impiega un lavoratore convivente, coniuge o parente. La componente straniera si attesta al 3,7%, mentre gli italiani rappresentano il 96,3%. Secondo i dati, sono 25.608 le persone totali fra lavoratori e datori domestici, che incide con una percentuale pari al 2% sulla popolazione regionale. In Abruzzo, il 21,5% dei lavoratori domestici dichiara di convivere con il proprio datore di lavoro.
Per quanto riguarda l’impatto economico, nel 2024 le famiglie in Abruzzo hanno speso 97 milioni di euro per la componente formale del lavoro domestico. Il contributo del lavoro domestico al PIL equivale a circa 249 milioni di euro di valore aggiunto, pari allo 0,7% del totale regionale.
Circa un terzo delle colf in Abruzzo si concentra a Pescara (35,7%), mentre la distribuzione delle badanti è molto più omogenea. In termini relativi, Pescara registra i valori più alti per le Colf (6,3 ogni 1.000 abitanti, contro una media regionale di 4,3) e Teramo per le Badanti (8,3 badanti ogni 100 anziani, media regionale 7,0).
Circa le politiche fiscali e le agevolazioni, in Abruzzo è in vigore la “Norma regionale per la vita indipendente”, che prevede un finanziamento regionale per le spese di assunzione di un assistente domiciliare. Viene erogato un contributo ai genitori inoccupati che assistono minori con malattia rara in situazione di disabilità gravissima. Inoltre, per favorire l’incremento delle nascite, è previsto un assegno di natalità per i residenti dei piccoli comuni di montagna. In conclusione, La regione Abruzzo si occupa della gestione del fondo Non Autosufficienza.
Secondo le proiezioni ISTAT (scenario mediano), nel 2050 la popolazione con almeno 80 anni aumenterà del 59,3%, passando dall’8,0% al 14,6% della popolazione. Dall’altro lato, i bambini (0-14 anni) diminuiranno del 22,4%, scendendo al 10,3% della popolazione.
«L’elevato livello di irregolarità continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo di un mercato del lavoro domestico equo, trasparente e sostenibile. Troppe famiglie, spinte dalla necessità di contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, esponendosi a rischi legali ed economici e privando i lavoratori di tutele fondamentali – dichiara Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina – Per invertire questa tendenza DOMINA propone un insieme di misure strutturali che premiano la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. Interventi come un meccanismo di cash back sui contributi INPS, il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpI come incentivo all’assunzione stabile e, infine, la detrazione fiscale pari al 10% dei costi per il lavoro domestico, possono trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta realmente conveniente per tutti», conclude Gasparrini.
LAQTV Live