02 Marzo 2026 - 09:33:05

di Tommaso Cotellessa

La Regione Abruzzo potrà contare su 1.168.122 euro per il potenziamento e la creazione di nuovi Centri per la famiglia (Cpf). Le risorse rientrano in un investimento nazionale complessivo da 55 milioni di euro, finalizzato a rafforzare la rete dei servizi dedicati alla genitorialità e al sostegno dei minori.

A intervenire sul tema sono il segretario generale della UIL Abruzzo, Michele Lombardo, e il componente della segreteria regionale Massimo Longaretti, che pur condividendo l’impostazione dell’intervento sollevano alcune criticità legate alla durata e alla natura sperimentale della misura.

L’intervento nasce da un avviso pubblico dell’agosto 2025 e punta a una diffusione più omogenea dei Centri per la famiglia su tutto il territorio regionale. L’obiettivo dichiarato è trasformare queste strutture in veri e propri nodi di rete, capaci di offrire counseling per adolescenti, supporto alla genitorialità, promozione dell’affido e sostegno nei cosiddetti «primi mille giorni» di vita del bambino.

Si tratta di un modello che ambisce a rendere i Centri luoghi di accompagnamento e orientamento per maternità e paternità, promuovendo lo sviluppo armonioso di bambini e adolescenti attraverso un ascolto attento dei bisogni reali delle famiglie.

Il sindacato confederale abruzzese, tuttavia, esprime perplessità sulla copertura temporale dei finanziamenti. Le risorse, infatti, garantiscono un arco di operatività limitato a 18 mesi.

«Siamo contrari a servizi a termine – sottolineano i rappresentanti sindacali –. Nonostante l’ingente stanziamento, temiamo che la natura sperimentale dell’intervento non assicuri la stabilizzazione delle funzioni e delle professionalità coinvolte».

Il rischio, secondo la Uil, è che una volta esauriti i fondi il potenziamento si traduca in un’opera incompiuta, incapace di incidere in modo strutturale sul welfare territoriale.

La riflessione della Uil Abruzzo nasce anche dall’incontro del 25 febbraio tra il Ministero per la Famiglia e gli assessori regionali, convocato per fare il punto sul piano di rafforzamento dei Centri. L’operazione si inserisce in una strategia nazionale che mira a consolidare una rete di servizi di prossimità a sostegno delle famiglie.

Secondo il sindacato, però, l’analisi delle fragilità sociali non può essere ridotta alla sola crisi demografica. «Le difficoltà delle famiglie non dipendono esclusivamente dalla natalità – evidenzia la Uil – ma da fattori strutturali e profondi come la precarietà lavorativa, il part time involontario, le disuguaglianze territoriali e la carenza di servizi sociosanitari, aggravata dal grave deficit sanitario abruzzese».

Altro nodo centrale riguarda l’integrazione dei nuovi Centri con la rete già presente sul territorio. Per la Uil Abruzzo è fondamentale evitare sovrapposizioni e dispersione di risorse, assicurando un coordinamento efficace con consultori e servizi sociali.

«I nuovi Centri non devono essere “isole” separate», ribadiscono Lombardo e Longaretti, che confermano la disponibilità del sindacato a un confronto strutturato con la Regione per superare le criticità evidenziate.

La partita, dunque, si gioca non solo sulla quantità delle risorse, ma soprattutto sulla capacità di trasformare un intervento a termine in un investimento stabile e integrato, capace di rafforzare davvero il sistema di welfare abruzzese.