02 Marzo 2026 - 14:02:51

di Marianna Galeota

Potrebbe slittare la data di ritorno a casa dei 5 studenti sulmonesi bloccati a Dubai, a causa della chiusura dello spazio aereo scattata dopo la controffensiva lanciata dall’Iran sotto attacco da parte di Stati Uniti e Israele.

A renderlo noto Marianna Scoccia, sindaco del comune abruzzese di Prezza e vicepresidente del consiglio regionale: «Li ho rassicurati anche se ho anticipato loro che il soggiorno potrebbe essere più lungo del previsto, difficilmente infatti potranno tornare a casa tra domani e dopodomani».

A confermarlo è stato anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che in visita alla scuola Emilio Gola di Olgiate Molgora ha detto: «Stiamo seguendo con la massima attenzione la situazione degli studenti italiani a Dubai. In raccordo con il Ministero degli Esteri si sta lavorando per garantire un rientro rapido e soprattutto sicuro. L’obiettivo è riportarli a casa il prima possibile e dalle ultime informazioni dovrebbe esserci una finestra fra il 4 e il 6 di marzo per poter organizzare il rientro».

La Scoccia, in costante contatto con l’onorevole Pino Bicchielli che sta interloquendo a sua volta direttamente con il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha precisato di essere in contatto con la Farnesina e con ITA Airways per garantire un volo sicuro ai ragazzi.

Tre dei 5 studenti bloccati a Dubai sono infatti legati alla comunità di Prezza: una ragazza è infatti di origini del paese, mentre altri due sono residenti.

Tra i sulmonesi bloccati a Dubai, anche l’imprenditore Gianfranco Tarsini.

«Mi hanno assicurato che, almeno loro, non stanno vivendo scenari preoccupanti come quelli che vengono rappresentati in altre circostanze dai media, speriamo che la situazione rimanga tranquilla – ha aggiunto -. Per quanto ci riguarda continuiamo a seguire la situazione anche stando in contatto con la Farnesina».

«Stamattina ho chiamato i ragazzi e stanno bene – ha concluso Scoccia -, hanno anche passato una notte abbastanza tranquilla perché non hanno sentito esplosioni, hanno ricevuto soltanto alert sui cellulari».

A rendere nota la delicata situazione degli studenti e dell’imprenditore, sabato in tarda serata, il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi che ha assicurato un coordinamento tra il territorio e i vertici della politica estera. La situazione è monitorata minuto per minuto, in un asse che collega il Municipio, il Ministero degli Esteri e l’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti.

Sono 23mila in tutto gli italiani che lavorano a Dubai. «Come suggeritoci dalle autorità emiratine, abbiamo orari contingentati per svolgere le nostre attività, le difese stanno funzionando bene e ovviamente ci viene chiesto di non uscire di casa». Così all’Ansa Valeria Di Santo Della Penna, presidente dell’Associazione Italiana Dubai.

«Mi hanno contattato anche diversi abruzzesi presenti qui, ho dato loro dei consigli e contatti con il consolato e l’ambasciata – ha continuato -. Per quelli che vivono e lavorano qui la situazione è relativamente più tranquilla, ma per tutti gli altri saranno giorni complicati fino a quando non si avranno notizie certe circa il loro rientro. I primi due giorni sono stati davvero drammatici io e mio marito eravamo a Palm Jumeirah, non molto lontani dai siti bersaglio dei missili iraniani. Temevamo la furente reazione dei pasdaran dopo l’annuncio della morte di Khamenei. Oggi siamo relativamente più tranquilli, dalle 11 di questa mattina non abbiamo più sentito detonazioni. Confidiamo nel fatto che, con l’intervento, al fianco di Usa e Israele, dell’esercito britannico, l’Iran possa limitare la sua attività di ritorsione».