GD su calo universitario: "Manca politica della Regione a favore degli studenti"
04 Marzo 2026 - 16:54:45
universitari. Non è un numero astratto, è il segno evidente di una
regione che non ha saputo – o voluto – investire con decisione sul
proprio futuro. Mentre a livello nazionale il sistema universitario
cresce e registra complessivamente centinaia di migliaia di studenti in
più, il nostro territorio arretra. E arretra perché manca una strategia
regionale forte e coerente sul diritto allo studio universitario”, così
il segretario regionale dei giovani Democratici Saverio Gileno, con
Monaim Mouatamid, responsabile Università Gd Abruzzo.
“Come Giovani Democratici denunciamo da tempo l’assenza di una visione.
Il calo demografico è un dato oggettivo, ma non può diventare l’alibi
per giustificare l’inerzia politica – ribadiscono – . In Abruzzo il
problema è l’insufficienza delle borse di studio, erogate puntualmente
solo dopo 6 anni di ritardi e grazie al PNRR, la carenza cronica di
posti letto, essendo ultimi in Italia per rapporto studenti/posti letto,
il costo degli affitti in aumento che pesa sulle famiglie, la debolezza
dei servizi e dei trasporti, la mancanza di un piano serio per rendere
le nostre città realmente universitarie.
A questo si aggiunge un fatto politico grave: da anni restano chiuse nei
cassetti della Regione proposte concrete sul diritto allo studio e
sull’educazione paritaria, avanzate anche grazie al contributo dei
Giovani Democratici e di tante realtà associative. Proposte che
avrebbero potuto rafforzare il sistema scolastico e universitario.
Invece si è scelto di non scegliere, di rinviare, di non considerare il
diritto allo studio una priorità strategica, infatti attendiamo da oltre
un anno che l’Assessore Santangelo porti al tavolo l’annunciata riforma
del diritto allo studio universitario.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Abruzzo perde studenti e con
loro perde competenze, energie, futuro. Ogni ragazza e ogni ragazzo che
sceglie di andare via per studiare altrove è una sconfitta per una
regione che dovrebbe essere capace di attrarre, trattenere e valorizzare
i propri talenti. Non basta rivendicare singoli interventi o annunciare
investimenti spot, serve una politica strutturale che metta al centro il
diritto allo studio come leva di sviluppo economico e sociale.
Noi continueremo a chiedere che l’università e la formazione tornino ad
essere una priorità nell’agenda regionale. Perché il diritto allo studio
non è una voce di bilancio da comprimere, ma un investimento sul futuro
dell’Abruzzo. E perché una regione che non crede nei suoi studenti è una
regione che rinuncia a crescere”.
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