05 Marzo 2026 - 12:18:20

di Redazione

«In Abruzzo e in Italia le donne continuano a pagare il prezzo più alto nel mercato del lavoro. Solo poco più della metà delle donne in età lavorativa risulta occupata , e quando lavora, spesso guadagna meno degli uomini e ha contratti instabili. I dati più recenti confermano che il divario di genere nel lavoro è una questione strutturale, che pesa sulle carriere, sulle pensioni e sulla vita quotidiana di milioni di lavoratrici».

Lo scrive la Cgil Abruzzo Molise che chiede subito interventi strutturali.

In Italia il tasso di occupazione femminile resta tra i più bassi d’Europa: circa il 52,5% delle donne lavora contro oltre il 70% degli uomini. Le donne rappresentano oltre il 70% dei lavoratori a bassa retribuzione e percepiscono salari mediamente inferiori di oltre un quarto rispetto agli uomini. Il gap aumenta nelle posizioni più alte: tra i dirigenti poco più di una lavoratrice su cinque è donna.

«Il divario retributivo non dipende solo dalla paga oraria, ma dalla maggiore diffusione del part-time involontario, dalle carriere discontinue e dalla scarsa rappresentanza nei ruoli decisionali – spiega il sindacato – La direttiva europea sulla trasparenza salariale rappresenta un passo importante per correggere queste disuguaglianze, ma secondo la CGIL la bozza di decreto italiana ne riduce l’efficacia, escludendo alcune categorie di lavoro a predominanza femminile, come l’apprendistato, il lavoro domestico, le collaborazioni continuative, il lavoro autonomo (se regolato dalla contrattazione collettiva) e limitando molto i controlli».

Il quadro non è diverso in Abruzzo. I dati più recenti del Rendiconto sociale e del Rendiconto di genere dell’INPS evidenziano come il lavoro femminile resti più fragile e discontinuo: solo il 37% delle donne occupate ha un contratto a tempo indeterminato. La presenza femminile nelle aziende certificate per la parità di genere resta bassa, al 27,76%, e la quota di giovani tra 15 e 29 anni che non studiano né lavorano ha raggiunto il 31,24%, colpendo in modo particolare le giovani donne.

«La crescita dell’occupazione femminile non basta a colmare un divario che resta profondo – sottolinea la Cgil – Le donne continuano a lavorare meno, con salari più bassi e contratti più precari. Il gender pay gap e il peso del lavoro di cura limitano l’autonomia economica e le opportunità di carriera».

Per la CGIL Abruzzo Molise l’8 marzo non è una semplice ricorrenza: «Servono politiche strutturali per sostenere lavoro stabile e di qualità per le donne, rafforzare i servizi pubblici – a partire dall’infanzia e dalla non autosufficienza – e contrastare concretamente il divario salariale. Ridurre il gender gap nel lavoro significa investire nel futuro dell’Abruzzo e nello sviluppo di tutta la regione. La giornata internazionale della donna deve rappresentare un momento di mobilitazione e di impegno concreto per ridurre le disuguaglianze, per questo l’8 marzo saremo impegnate in un corteo a Pescara in Piazza Salotto alle 10,30, e il 10 marzo alle 11,00 in un’Assemblea aperta a presso il Palazzetto dei Nobili a l’Aquila».