05 Marzo 2026 - 13:08:36

di Redazione

Si apre il sipario sull’edizione 2026 di ARIA – Festival di Teatro, promossa dall’Università degli Studi dell’Aquila.

Sette appuntamenti in cartellone, dal 17 marzo al 4 giugno, gratuiti e allestiti in vari spazi della città.

L’edizione numero nove riunisce artisti e spettacoli di rilievo nazionale e internazionale. La linea della rassegna pone al centro la qualità della proposta e il rapporto tra ricerca, formazione e scena.

Il festival, ideato dall’Ateneo aquilano, nell’ambito della sua proposta culturale, negli ultimi anni è realizzato insieme all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, nel solco di un percorso condiviso, di una collaborazione stabile nella costruzione della rassegna e nell’utilizzo degli spazi. Un dialogo che ha rafforzato la dimensione pubblica di ARIA. La programmazione integra creazione contemporanea, approfondimento scientifico, momenti di confronto pubblico e residenze artistiche.

Il programma si apre il 17 marzo con L’angelo del focolare di Emma Dante, recentemente insignita del Leone d’Oro alla carriera per il Teatro della Biennale di Venezia. La presenza di uno spettacolo di un’artista di tale rilievo, tra le figure più autorevoli della scena europea, introduce questa edizione con un lavoro che appartiene a una delle esperienze più riconosciute del teatro contemporaneo.
Il 23 aprile Sonia Bergamasco presenterà il documentario Duse – The Greatest, dedicato alla figura di Eleonora Duse. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista.

Il 3 maggio ARIA ospita Buchettino di Chiara Guidi, produzione storica della Societas Raffaello Sanzio. Creato negli anni Novanta e presentato in numerosi contesti internazionali, lo spettacolo è pensato per un pubblico di bambini a partire dai 7 anni. Nel tempo è diventato uno dei lavori più riconosciuti della compagnia per la capacità di coinvolgere spettatori di età diverse attraverso un’esperienza teatrale immersiva fondata sull’ascolto e sull’immaginazione.

Il 16 maggio sarà la volta di Amleto al Buio di Roberto Latini, una rilettura del classico shakespeariano costruita sulla sottrazione visiva e sulla centralità della voce e dell’ascolto.

Il programma comprende anche incontri con artisti e presentazioni di volumi dedicati alla storia del teatro. Il 19 maggio la storica del teatro Laura Mariani presenterà il volume L’Ottocento delle attrici in un incontro pubblico ospitato dalla Biblioteca delle Donne – Associazione Donatella Tellini. A questo si affianca la presenza del Teatro Tascabile di Bergamo con uno spettacolo all’aperto in Piazza Santa Margherita e un laboratorio di pratiche teatrali. L’iniziativa conferma l’attenzione del festival per le forme partecipate e per l’uso dello spazio urbano come luogo di esperienza culturale condivisa.

«ARIA – Festival di Teatro – dichiara Doriana Legge, Referente di Ateneo per Arti e Cultura – è un progetto culturale costruito nel tempo su una precisa impostazione scientifica. L’idea che lo sostiene è che l’università possa essere un luogo di produzione culturale e non soltanto di trasmissione del sapere. La presenza di Emma Dante, Leone d’Oro alla carriera; di un’opera storica come Buchettino della Societas Raffaello Sanzio; e di una rilettura del classico come Amleto al Buio di Roberto Latini, colloca anche questa edizione tra le esperienze più autorevoli della scena contemporanea. Non è frequente che artisti di questo profilo siano presenti in un contesto universitario e in un territorio come il nostro: questo rappresenta una responsabilità culturale che l’Ateneo ha scelto di assumere. Accanto alla programmazione, in questi anni abbiamo sostenuto residenze e pratiche partecipate, investendo sul teatro come spazio di relazione e come strumento di costruzione collettiva».

«ARIA, alla nona edizione, si conferma un appuntamento culturale di grande valore per la nostra comunità accademica e per il territorio. Nel tempo, questa manifestazione ha saputo crescere, rinnovarsi e consolidare la propria identità, diventando uno spazio di incontro, di dialogo con le istituzioni e con la comunità e di sperimentazione artistica – afferma Fabio Graziosi, Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila -. Desidero ringraziare la prof.ssa Doriana Legge che con passione, coraggio e lungimiranza ha saputo trasformare un’intuizione in un progetto culturale capace di crescere nel tempo e diventare un punto di riferimento per la nostra comunità».