05 Marzo 2026 - 11:22:10

di Redazione

Dal marketing alla politica, passando per lo studio dell’economia e per la dedizione nei confronti della famiglia. Una scelta, la sua, che era già nell’aria da diverso tempo e che, al fianco del sindaco ricandidato Gianni Di Pangrazio, ha ritrovato solo la giusta direzione. Alexandra Margutti è cresciuta nel rispetto dell’impegno politico sin da piccolissima, da quando cioè, da bambina, seguiva con curiosità i passi della carriera politico-istituzionale di suo zio, l’avvocato Nando Margutti, già consigliere comunale, regionale e onorevole della Repubblica. Quei passi, alla fine, si sono trasformati in orme da ripercorrere.

«Ho abbracciato il progetto della candidatura alle comunali con entusiasmo, sulla scorta di una tradizione familiare – afferma –L’impegno per la città e per la comunità riempie la vita. Sono mamma di tre bambini ed ho sempre portato avanti i valori respirati in famiglia: credo nelle voci femminili in politica e nel quid in più della competenza. Con Gianni Di Pangrazio, ho trovato subito sintonia rispetto a progetti e programmi. Sono pronta per dare una mano e per mettermi in gioco, seriamente».

Radici forti, testa sulle spalle e un grande esempio in casa, lo zio che iniziò una luminosa carriera nella politica, anche nazionale, divenendo consigliere comunale in città.

Laureata in Economia e Commercio, specializzata nel settore del Marketing, premiata più volte a livello nazionale già ai tempi dell’Università, oggi lavora presso l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della Marsica ed ha una vasta esperienza alle spalle nell’ambito assicurativo.  Non solo una professionista che sa far quadrare i numeri, ma anche una donna di sport. Alexandra dall’età di sette anni coltiva la passione per il tennis; istruttrice Padel Fitp, ha in corso anche il brevetto da giudice Padel Fitp.

«Mio zio Nando Margutti, onorevole, la città lo ricorda anche come uno degli artefici dell’arrivo ad Avezzano della sede distaccata UNITE della Facoltà di Giurisprudenza. Anche in questo fu un grande visionario della necessità di gettare le basi ideologiche e poi fattive per la creazione di un progetto di difesa e di rafforzamento di una identità comunitaria cittadina. Proprio per questo, condusse delle battaglie politiche di peso per il suo territorio – conclude infine – come quella per la Provincia. Ma iniziò da consigliere comunale e da lì personificò e rappresentò ai più alti livelli istituzionali (divenendo onorevole) i bisogni e le istanze dei suoi cittadini che divennero suoi elettori, apprezzandone le doti umane oltre che professionali. Non c’è altezza senza una base solida e quella base si costruisce con impegno e dedizione».