07 Marzo 2026 - 09:22:38
di Marianna Galeota
«Credevamo di vivere in un Paese civile, ma invece non lo è. L’assistente sociale dovrebbe rispondere a qualcuno. Ha preteso che venisse cacciata la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini. E’ stato terribile».
Queste le parole dell’avvocata Danila Solinas, legale della famiglia nel bosco, uscendo ieri sera dalla casa famiglia dove era ospitata la madre dei ‘bimbi del bosco’, allontanata dalla struttura protetta di Vasto in seguito all’ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila.
L’allontanamento dai figli di Catherine Birmingham ha riacceso in modo ancora più forte il dibattito pubblico, peraltro mai sopito, intorno alla vicenda, coinvolgendo anche la politica, a partire dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La mamma ha lasciato ieri sera, intorno alle 21.20, la casa famiglia, è salita sull’autovettura del marito ed insieme hanno varcato il cancello della struttura, senza rilasciare, scuri in volto, alcuna dichiarazione. Oggi Catherine, secondo quanto riferito dalla sorella arrivata in Italia per dare supporto alla famiglia, non è potuta andare nella struttura protetta e ha visto i suoi figli soltanto in una videochat che, a quanto riferito dalla sorella, sarebbe stata straziante.
L’ordinanza emessa dal Tribunale per i Minorenni dispone inoltre il trasferimento dei bambini in un’altra struttura protetta.
Marito e moglie hanno trascorso la notte nella casa messa a disposizione gratuitamente da un ristoratore del Chietino, presente ieri davanti la casa famiglia insieme alla figlia, in segno di solidarietà e supporto.
Presenti anche alcune donne del presidio pacifico di famiglie neorurali. “Giù le mani dai bambini. Vergogna”, “La famiglia è il fondamento della Chiesa e dividerla è vergognoso”: queste alcune della frasi scritte sugli striscioni comparsi davanti la casa famiglia dove si trovano i bambini.
Decine di persone questo pomeriggio si sono ritrovate davanti alla struttura. «Vi siamo vicino e non vi lasciamo soli in questo momento difficile – dice una delle organizzatrici dal microfono -. Vi vogliamo bene. Speriamo di portarvi almeno un minimo di conforto». Tra i manifestanti anche Leonora e Armando Carusi, l’imprenditore e la figlia che hanno concesso l’uso gratuito del loro casolare a Nathan. «Quello che è accaduto è inaccettabile – le parole di Leonora all’Ansa -. Vedere Catherine lasciare la casa famiglia tra le lacrime dei bambini è stata una scena drammatica. E’ assurdo che possano accadere queste cose proprio dalle istituzioni che dovrebbero aiutarci e sostenerci. Abbiamo parlato con Nathan – aggiunge Armando Carusi -. E’ un po’ più deluso del solito, si ritrova a dare ancora più conforto a Catherine. Siamo sicuri che ce la faranno».
Una complessa vicenda giudiziaria quella della famiglia, iniziata il 20 novembre 2025 dopo l’intossicazione da funghi dei bambini della coppia che ha messo in moto assistenti sociali e forze dell’ordine.
La famiglia contesta duramente le restrizioni giudicate eccessive, come il divieto per il padre di portare determinati alimenti durante le visite o la limitazione degli orari di incontro.
In questi giorni sono iniziate le operazioni peritali sui minori con l’obiettivo di valutare lo stato emotivo dei bambini, il loro sviluppo cognitivo e la solidità del legame con le figure di riferimento.
Non è chiaro a questo punto se i test psicologici sui minori saranno effettuati nella struttura protetta o se, invece, in un altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana.
La Meloni ha commentato la decisione del Tribunale che «infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre. Il mio pensiero va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico».
«Il compito dei Tribunali per i Minorenni è quello di tutelare i bambini e gli adolescenti di fronte ai casi di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. E dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia? Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici», ha aggiunto la premier.
«I figli non sono dello Stato: i figli -ha concluso – sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti».
«Separare i genitori dai figli è davvero una misura estrema», ha commentato la ministra alla Famiglia, alla Natalità, alle Pari Opportunità Eugenia Roccella.
«Quello che ha chiesto la Garante per l’infanzia – ha aggiunto – è davvero il minimo sindacale: prima di separare i bambini dai genitori bisognava fare una valutazione e non dopo».
Sulla questione è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli: «Vivere sotto i riflettori è una condizione che può a volte influenzare il vissuto di un essere umano. Aver messo i riflettori su una famiglia felice, composta dai genitori e da tre bambini, che ha come colpa quella di aver scelto di vivere in un modo diverso dal comune sentire, sta togliendo un futuro sereno a quei bimbi che potrebbero essere i figli di noi tutti. Da madre prima di tutto mi chiedo, ma un giudice non ha il compito di salvaguardare la famiglia e conservare la genitorialità? Un giudice non ha la responsabilità di aiutare a ricomporre il nucleo familiare, anche individuando correttivi? Mi sembra davvero un film dell’orrore, a scapito di tre poveri innocenti che sono stati staccati violentemente prima dal padre, ora anche dalla madre. L’Italia tutta si stringe intorno alla famiglia. Mi auguro che il Tribunale possa avere un ripensamento e garantire un percorso che possa consentire la naturale ricostituzione del nucleo familiare perché è una vera vergogna per chi, invece di tutelare, disgrega in maniera disumana la famiglia».
Intanto, i legali di Nathan e Katherine presenteranno lunedì un reclamo alla Corte d’Appello per la sospensione del provvedimento di allontanamento della madre e quindi per far tornare Catherine con i propri figli nell’attesa che vengano concluse tutte le perizie psicologiche sui genitori e sui figli che sono state chieste.
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