09 Marzo 2026 - 19:34:21

di Martina Colabianchi

A poco meno di due settimane dal referendum sulla giustizia, a L’Aquila è stato il turno del deputato del Partito democratico Gianni Cuperlo a scendere in campo per il No.

Lo ha fatto all’auditorium dell’Ance in un evento introdotto dal segretario provinciale del Pd Stefano Albano ed in dialogo con il segretario cittadino Nello Avellani.

Al centro, ancora una volta, i temi che stanno al centro della riforma targata Nordio e che, secondo le opposizioni che lamentano anche un mancato coinvolgimento nella sua costruzione, è pensata per asservire la magistratura al potere politico non risolvendo neanche uno dei problemi reali della giustizia, tra cui il sovraffollamento carcerario e la eccessiva lunghezza dei procedimenti.

«Dobbiamo evitare di andare nella direzione sbagliata, una direzione sbagliata è cambiare sette articoli della Costituzione senza discutere con le opposizioni in Parlamento e senza poter modificare neanche una virgola di una proposta di riforma costituzionale che esce dal Parlamento come ci era entrata – spiega Cuperlo ai microfoni di LaQtv -. Non era mai accaduto nell’intera storia repubblicana. Il referendum ha come obiettivo quello di rendere più asservita la magistratura al controllo del potere politico, è qualcosa che altera gli equilibri dei poteri nel nostro Paese ed è questa la ragione del nostro fermissimo No».

Ma il confronto, dal titolo “Che fine farà la democrazia?“, è stato anche una riflessione sullo stato dei Paesi democratici in questo preciso periodo storico, segnato da un avanzamento delle destre, e in alcuni casi delle ultradestre, in cui molti intravedono il rischio di un conseguente arretramento dei valori democratici.

«C’è un attacco alla democrazia e ai suoi principi fondanti che riguarda una destra che pensa che vincere le elezioni, vale per l’Italia ma vale soprattutto adesso per gli Stati Uniti o per l’Ungheria di Orban, possa significare impadronirsi del potere, impadronirsi delle istituzioni e stravolgere le regole e i principi dell’ordinamento costituzionale – ha detto ancora Cuperlo -. Questo è inaccettabile e l’opposizoine che noi stiamo facendo è tesa a costruire un’alternativa credibile, vincente, in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo».