10 Marzo 2026 - 14:07:05
di Marco Giancarli
Aperta e subito rinviata l’udienza davanti al Giudice di Pace di Avezzano chiamato a pronunciarsi circa la questione delle cosiddette cartelle pazze della Asl1, ovvero quelle richieste di pagamento da parte dell’azienda sanitaria per prestazioni prenotate e mai usufruite per le quali non è stata avviata la procedura di disdetta da parte dell’utente.
La causa pilota è stata promossa da Federconsumatori Abruzzo e CGIL L’Aquila. Nel corso dell’udienza di stamane infatti la Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha sollevato un’eccezione di giurisdizione, sostenendo che la competenza a giudicare la controversia non spetterebbe al giudice ordinario, bensì al giudice tributario.
Eccezione sulla quale il Giudice di Pace si è riservato di decidere rinviando per questo l’udienza al prossimo 15 aprile. Si tratta di un passaggio processuale di particolare rilievo poiché la decisione sulla giurisdizione stabilirà quale giudice sarà competente ad affrontare il merito della controversia.
Da tale pronuncia potrebbe dipendere dunque l’orientamento dell’intera vicenda, che coinvolge numerosi cittadini e che ha già dato origine a diverse iniziative legali e contestazioni. Le due organizzazioni ribadiscono «l’importanza di garantire ai cittadini la massima trasparenza e il pieno rispetto dei diritti degli utenti del servizio sanitario pubblico».
In particolare, Federconsumatori e CGIL sottolineano come «sia necessario verificare con attenzione la correttezza delle richieste di pagamento, anche alla luce del lungo lasso di tempo intercorso e delle possibili difficoltà per gli utenti nel reperire documentazione o ricostruire eventi risalenti a diversi anni fa».
In attesa della prossima udienza del 15 aprile, Federconsumatori Abruzzo e CGIL L’Aquila continueranno a monitorare con attenzione l’evoluzione della vicenda e a fornire assistenza e supporto ai cittadini coinvolti, con l’obiettivo di tutelare i diritti degli utenti e contribuire a fare piena chiarezza su una questione che sta suscitando forte preoccupazione e, soprattutto, ingiustizia tra molti cittadini del territorio.
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