10 Marzo 2026 - 17:47:54

di Martina Colabianchi

Il dibattito sulla riforma della giustizia entra all’interno dell’Università degli Studi dell’Aquila con un confronto tra il Sì e il No promosso dall’associazione Eolo.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo chiaro, avevano spiegato, «di introdurre la comunità studentesca ad una discussione che sfugga dalle polarizzazioni partitiche e che porti gli studenti universitari, che saranno chiamati fra poco ad esprimersi alle urne, ad una consapevolezza maggiore sulle conseguenze cui le loro scelte potrebbero condurre».

Nella cornice dell’aula magna del dipartimento di Scienze Umane, il confronto ha visto schierati per il Sì l’assessore comunale Ersilia Lancia e l’avvocato dell’Unione Camere Penali Gianluca Totani, mentre per il No la consigliera comunale e già parlamentare Stefania Pezzopane e il sostituto procuratore del Tribunale dell’Aquila Andrea Bigiarini.

«Votare Sì significa avere finalmente un processo giusto con un giudice realmente terzo ed imparziale che funga effettivamente da limite al Pubblico Ministero, quindi due parti effettivamente distanti – ha spiegato l’avvocato Totani -. Un Consiglio Superiore della Magistratura finalmente liberato dal dominio delle correnti e quindi un’indipendenza della magistratura rafforzata, sia interna che esterna e un giudizio disciplinare altrettanto migliore perché anch’esso liberato dalle correnti, e quindi una giustizia disciplinare per i magistrati effettiva, trasparente e scevra da ogni incrostazione che negli anni si è sedimentata».

Il cuore della riforma targata Carlo Nordio, che chiamerà gli italiani alle urne i prossimi 22 e 23 marzo, è la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. Il testo prevede anche il conseguente sdoppiamento del Csm in due rami distinti e l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare incaricata di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati. Inoltre, la riforma introduce il sorteggio come metodo per selezionare i componenti togati degli organi di autogoverno.

Per il sostituto procuratore Andrea Bigiarini, «è importante votare No perché è una riforma che incide sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura inserendo un sorteggio, che noi definiamo un trucco, nella nomina dei consiglieri del Csm. Introduce, poi, un’Alta Corte Disciplinare che si occuperà degli illeciti disciplinari dei magistrati che non esiste in nessun altro stato d’Europa e del mondo. Sono tutta una serie di iniziative che hanno dei risvolti tecnici importanti e che mettono a dura prova la tenuta del principio di autonomia e indipendenza della magistratura. Questo è un principio che hanno voluto i nostri padri costituenti all’indomani della Seconda guerra mondiale, all’interno di una Costituzione nata sulla base dell’apporto di tutte le componenti politiche e delle diverse sensibilità che erano in Assemblea Costituente. Per questi motivi io credo che sia necessario difendere la Costituzione, e per difenderla bisogna votare No».