13 Marzo 2026 - 14:58:05
di Angelo Liberatore
Nuovo spazio espositivo e nuove collezioni per il POMAQ, il Polo museale diffuso dell’Università dell’Aquila.
Anzitutto il luogo fisico: Palazzo Ciavoli-Cortelli, sede amministrativa di ateneo incastonata nel pieno del centro storico del capoluogo d’Abruzzo.
Spiega Luca Pezzuto, docente di Museologia all’Università dell’Aquila: «Palazzo Ciavoli-Cortelli, tra le nostre collezioni museali, è quella che davvero rappresenta di più di tutte l’Università insieme, perché all’interno ci sono collezioni che raccontano la storia di quasi tutti i dipartimenti. Persino l’unico dipartimento che non è rappresentato, quello di Scienze Umane, vi figura perché tutta la parte di comunicazione è stata curata anche da noi con le pratiche di museologia». L’apertura ufficiale dell’area musealizzata è stata fissata per il prossimo 20 di marzo.
«Lo facciamo – dice il Rettore di UniAq Fabio Graziosi – nell’ambito dell’iniziativa della conferenza dei rettori che si chiama “Università Svelate”: approfittiamo di questa opportunità per aprire questo nuovo spazio espositivo, dedicato alla storia recente moderna dell’Ateneo, alle dotazioni ed ai sistemi di ricerca che hanno attraversato i nostri laboratori.
Prosegue il Rettore: «Si tratta di apparecchiature che, per come evolve la tecnologia, oggi diventano rapidamente obsolete; ma non per questo bisogna cancellarne la memoria proprio per tracciare il percorso che l’Ateneo ha svolto e che la tecnologia ha contribuito a tracciare».
Scendendo nel dettaglio dell’allestimento e degli oggetti presenti, la nuova branca del POMAQ mette al centro la volontà di raccontare storia ed evoluzione degli strumenti di ricerca. A Palazzo Ciavoli Cortelli saranno ospitate tre diverse collezioni, frutto sia di donazioni private che di un certosino lavoro di catalogazione scelta da archivi e depositi della stessa Università dell’Aquila. In esposizione ci saranno strumenti dedicati a biologia e biotecnologie, alla misurazione delle grandezze fisiche ed infine apparecchi per il calcolo informatico avanzato.
L’arco temporale coperto è prettamente novecentesco, dagli anni Cinquanta ai Novanta. «Per fare soltanto un esempio – afferma il Rettore di UnivAq Fabio Graziosi – nel nuovo polo del POMAQ si potrà vedere come si è evoluto tutto il processo di storage dei dati».
«Quello che oggi gestiamo con strumenti capaci di stare nel palmo di una mano, qualche decennio fa aveva invece bisogno di spazi molto più ampi: si parla di stanze o addirittura edifici dedicati e l’esempio plastico è un hard disk risalente agli anni ’80». «Le tre collezioni ospitate a Palazzo Ciavoli-Cortelli – conclude il Rettore Fabio Graziosi – sono legate dal filo rosso del far capire come la tecnologia si sia evoluta e per tracciare come l’Università abbia contribuito, per quanto possibile, allo sviluppo di tutto questo».
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