15 Marzo 2026 - 15:38:26

di Martina Colabianchi

Lo sconvolgimento globale dovuto alla guerra scatenata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran si fa sentire, oltre che primariamente in termini di vite umane, anche sull’economia reale dell’Italia e dell’Abruzzo con un nuovo aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti che rischia di colpire duramente imprese e famiglie abruzzesi.

Esprime preoccupazione il Partito democratico abruzzese che, per voce del segretario regionale Daniele Marinelli e del responsabile Economia del partito Graziano Di Costanzo, chiede alla Regione di fare pressione sul Governo affinché si attuino subito tutte le misure economiche necessarie a scongiurare una nuova spirale di rincari.

«L’aumento del prezzo dei carburanti legato alla guerra illegale condotta da Trump e Netanyahu contro l’Iran, sta creando grandissimi problemi alle imprese e ai cittadini, non solo per i maggiori esborsi asl rifornimento, ma per le inevitabili ripercussioni sui costi dei prodotti finali. Per fare un esempio concreto, l’attuale aumento comporta un costo aggiuntivo di circa 2.400 euro l’anno per ogni camion solo per il gasolio. Considerando che l’80% delle merci in Italia viaggia su gomma, è evidente la mazzata che rischia di ricadere sui consumatori – riflettono i due esponenti Pd – . Il rincaro dei carburanti sta mettendo sotto pressione numerosi comparti produttivi abruzzesi: dall’edilizia, dove crescono i costi dei materiali legati alla filiera petrolchimica come il bitume, all’agricoltura e alla pesca, fino al commercio e all’artigianato. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto il commercio di prossimità e le piccole imprese, che non hanno le economie di scala della grande distribuzione».

«Preoccupano anche le ripercussioni sulle grandi aziende energivore presenti in Abruzzo, come il polo del vetro di Vasto, già al centro dell’attenzione nazionale per l’impatto dei costi energetici sulla produzione. In questo quadro pesa anche un dato allarmante: secondo Eurostat, in Italia il reddito pro capite è diminuito del 3,9%, mentre in gran parte degli altri Paesi europei è aumentato, ttranne la Grecia che è stata però sull’orlo del default. È la dimostrazione che manca una strategia per rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, sia sul fronte dei salari sia su quello dei sostegni alle imprese, una riconferma con la destra».

Per queste ragioni, il Pd chiede al Governo di intervenire subito sul caro carburanti utilizzando il meccanismo delle accise mobili, riducendo il peso fiscale quando i prezzi salgono oltre determinate soglie, mettendo in campo misure che in modo strutturale incidano non solo sui costi dell’energia, ma anche sul sostegno ai salari, sul contrasto al caro vita.

Il tema delle accise mobili era stato sollevato dalla stessa premier Giorgia Meloni nel corso delle informative a Camera e Senato della scorsa settimana, quando ha comunicato che il Governo starebbe valutando l’applicazione di questo meccanismo per far fronte alla crisi in corso e al conseguente innalzamento dei prezzi.

«Allo stesso tempo, attraverso una mozione del gruppo Pd chiederemo alla Regione di farsi promotrice di questa richiesta presso il Governo e di accelerare tutte le misure di sostegno all’economia regionale, utilizzando pienamente le risorse disponibili, dai fondi europei a quelli del Fondo di Coesione. Non dimentichiamo – concludono Marinelli e Di Costanzo – che l’Abruzzo è già tra le regioni più tartassate d’Italia dopo l’aumento delle addizionali IRPEF e IRAP, che valgono circa 150 milioni di euro in più prelevati dalle tasche di cittadini e imprese. Senza interventi immediati il rischio è la nuova spirale di rincari che porterà profitti a chi ne ha già e colpirà ancora una volta soprattutto famiglie e piccole attività».