16 Marzo 2026 - 17:44:37
di Marianna Galeota
«La notizia la do e la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo con buona pace delle polemiche inutili».
L’ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa in un video e dopo le polemiche sull’incontro con la famiglia, che quindi sarà dopo il referendum e non in questa settimana.
Nel filmato La Russa spiega la vicenda: «Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti – dico diversi esponenti della sinistra, alcuni noti, alcuni a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano ‘Il Centro’ che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato un mercoledì, senza precisare la data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco che è su tutti i giornali. E’ esattamente vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà, dice il giornale ed è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato. E’ esattamente vero che li vedrò ma non questo mercoledì, perché come tutti sanno questo mercoledì non c’è aula, non sarò a Roma e sono come tutti in attesa della data referendaria anche volendo per fare campagna referendaria».
E conclude: «Ma la cosa che mi ha veramente stupito è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso ai loro signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione».
Intanto oggi Catherine Birmingham, visibilmente commossa, all’uscita dallo studio legale dove, insieme con il marito Nathan, la sorella e la madre, ha avuto un colloquio con i due avvocati, Marco Femminella e Danila Solinas, ha affermato: «Grazie a tutti ma non possiamo rilasciare dichiarazioni in questo momento».
Il colloquio dei genitori dei ‘bimbi del bosco’ è avvenuto proprio nel giorno in cui scadono i termini per la presentazione in corte d’appello del ricorso contro l’ordinanza che, dieci giorni fa, ha disposto l’allontanamento di Catherine dalla casa famiglia dove sono ospitati i suoi tre figli e il contestuale trasferimento – non ancora avvenuto – in un’altra struttura.
«Accogliamo con plauso la mediazione, certo se fosse stata fatta un anno e mezzo fa probabilmente avrebbe sortito meno danni», ha detto l’avvocato Femminella, sull’incontro che c’è stato alcuni giorni fa tra Nathan Trevallion e l’assistente sociale per trovare un punto d’incontro dopo le tensioni registrate negli ultimi mesi. Il legale oggi ha incontrato di nuovo la coppia, in vista del deposito in corte d’appello del ricorso contro l’ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento della mamma dalla casa famiglia dove sono ospitati i suoi tre figli e il trasferimento – non ancora avvenuto – dei minori in un’altra struttura.
Sull’invito del presidente del Senato, l’avvocato ha detto: «è una cosa di cui non mi sono interessato direttamente ma se ne è occupata la collega Solinas».
Intanto, il prossimo 19 marzo alle 14, nella sala Salvadori, alla Camera dei Deputati, a Roma, arriverà il comitato “I figli non sono dello Stato” con la presentazione ufficiale della Rete Nazionale dei Comitati per i diritti dei bambini.
L’incontro, promosso dal deputato della Lega Andrea Barabotti, intende «accendere un faro sul sistema degli allontanamenti dei minori dalle famiglie d’origine in Italia».
L’iniziativa, si legge in una nota, parte dalla vicenda legata alla famiglia nel bosco di Palmoli, in Abruzzo. Nel corso dell’evento, verrà illustrata un’istanza formale che sarà depositata in parlamento il prossimo 31 marzo. I punti cardine della conferenza riguarderanno la presentazione del progetto: nascita e obiettivi del coordinamento nazionale tra i diversi comitati territoriali per poi effettuare un’analisi del sistema di tutela, una riflessione sulla necessità di monitorare l’attuale gestione dei minori fuori famiglia.
«Dal punto di vista normativo – fa sapere il Comitato I figli non sono dello Stato – si terrà una discussione su possibili interventi legislativi per favorire il supporto ai nuclei familiari in difficoltà, privilegiando la prevenzione del distacco e la protezione del superiore interesse del fanciullo a crescere con i propri genitori. L’iniziativa intende promuovere un confronto costruttivo tra istituzioni, esperti del diritto minorile e società civile per garantire una maggiore trasparenza e stabilità nel percorso di crescita dei minori».
Giovanni Barbera (Prc): «Per La Russa il Senato è il cortile di casa»
«Non c’è limite al peggio quando si tratta di interpretare le istituzioni come un possedimento privato, un giardino di famiglia dove accogliere ospiti a proprio piacimento tra un impegno di Stato e un vezzo nostalgico. Apprendiamo con un misto di sconcerto e divertita rassegnazione che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha deciso di trasformare Palazzo Madama nella scenografia per il prossimo capitolo della saga della “famiglia nel bosco”, fissando l’udienza con i genitori per mercoledì 25 marzo. E’ la conferma definitiva di un’allergia cronica al concetto di terzietà: per La Russa, il Senato non sembra essere il tempio della democrazia, ma un ufficio di rappresentanza dove invitare chiunque sia funzionale alla narrazione identitaria del suo partito, infischiandosene del rispetto dovuto ai procedimenti giudiziari e al lavoro delicatissimo dei servizi sociali. La sua risposta piccata alle critiche è la conferma definitiva di un’allergia cronica al concetto di terzietà».
Lo ha affermato Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.
«Per Ignazio La Russa – continua – , Palazzo Madama non è il tempio della democrazia, ma un salotto di rappresentanza dove invitare chiunque sia funzionale alla narrazione della destra identitaria, infischiandosene del rispetto dovuto ai procedimenti giudiziari e ai servizi sociali che si occupano di casi delicatissimi legati ai minori. Siamo di fronte a un’occupazione muscolare degli spazi pubblici gestita con una sicumera che sfiora l’arroganza, dove il diritto di critica viene liquidato come un’interferenza nella vita privata di chi, evidentemente, fatica a distinguere il proprio tinello dalle sedi dello Stato. Mentre il Paese affoga tra carovita e tagli al sociale – conclude – il Presidente del Senato preferisce dedicarsi alla botanica istituzionale e a riceve i protagonisti delle cronache popolari, offrendo uno spettacolo di raro provincialismo politico che offende la dignità della Repubblica».
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