16 Marzo 2026 - 10:42:04
di Martina Colabianchi
E’ stato presentato nella cornice di Palazzo Margherita, sede del Comune dell’Aquila, l’attività di sperimentazione in corso nello spazio aereo di Campo Imperatore mediante Aeromobili a Pilotaggio Remoto dei Vigili del Fuoco.
L’iniziativa, che nasce da una collaborazione tra la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, il Comune dell’Aquila, il Centro Turistico del Gran Sasso e l’Ente Parco, rappresenta un passo avanti tecnologico fondamentale per la sicurezza e la manutenzione sul Gran Sasso nonché la conferma dell’importanza che i droni stanno assumendo sempre più nell’attività ordinaria e straordinaria dei vigili del fuoco.
L’iniziativa prevede, nello specifico, l’istituzione di una stazione fissa a monte di Campo Imperatore per eliminare i tempi di spostamento del personale specializzato in caso di emergenza, segnando l’avvio di un’attività operativa d’avanguardia che vedrà l’impiego costante di droni per la sorveglianza e il soccorso tecnico urgente nel comprensorio sciistico fino al termine della stagione 2026.
Infrastrutture che possono, quanto mai, essere utili in caso di persone disperse in quota.
«Verranno sviluppati sempre di più i programmi già in utilizzo – ha spiegato il direttore regionale dei Vigili del Fuoco Gennaro Tornatore -. I droni nella maggior parte dei casi vengono utilizzati per la ricerca di persone disperse. Vengono poi utilizzati anche per il monitoraggio delle frane e degli smottamenti, quindi nel caso di scenari in cui ci sono problematiche idrogeologiche e idrauliche. I droni, in questi casi, vengono utilizzati per monitorare i movimenti della terra. Anche in questo momento, ad esempio, stanno lavorando in questo modo in Sicilia. I droni sono poi fondamentali anche nel caso di incendi per verificare attraverso le termocamere, a valle dello spegnimento, se ci sono possibilità che questi possano riprendere».

Nel caso di Campo Imperatore, i droni saranno proprio validi alleati per ispezionare le infrastrutture critiche come le funi della funivia e delle seggiovie, cosa che garantisce una manutenzione predittiva molto più accurata.
I vigli del fuoco rinsaldano, così, il loro legame con il capoluogo abruzzese che è stato, come spiega ancora Tornatore, il luogo in cui si sono inizialmente sviluppate e comprese le capacità tecnologiche dei droni e la loro preziosa utilità ai fini delle attività di monitoraggio.
«I droni nascono a L’Aquila, perché questa città li ha visti volare sopra la chiesta di Santa Maria del Suffragio nel momento in cui la cupola era crollata a seguito del sisma del 2009 – ha dichiarato il direttore regionale -. In quel momento noi avevamo a disposizione questi droni che facevano un’attività di aerofotogrammetria, cioè riprendevano ogni giorno la situazione in continua evoluzione dovuta alle continue scosse di terremoto. Sulla base di quell’esperienza, abbiamo avuto la possibilità di creare questo drone “ragno” che ha poi consentito di rifare la copertura della chiesa e, successivamente, arrivare anche a fare in modo che potesse essere restaurata così come è visibile oggi».

«I vigili del fuoco si dimostrano ancora una volta non soltanto donne e uomini coraggiosi in divisa che hanno una grande professionalità, ma anche professionisti che sanno stare al passo con i tempi, che sanno utilizzare nuove tecnologie che non soltanto facilitano il loro lavoro, ma agevolano in maniera determinante tutte le attività rischiosissime che compiono ogni giorno – il commento del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi -. È un piacere che L’Aquila sia scelta ancora una volta come luogo d’affezione del Corpo, dopo il giuramento del 99° corso ma soprattutto nell’ottica del progetto della Scuola Nazionale per cui si stanno per avviare i lavori».
Soddisfazione è stata espressa anche da Gianluca Museo, Amministratore Unico del Centro Turistico del Gran Sasso, il quale ha rimarcato l’obiettivo di rinnovare l’immagine della stazione sciistica sul piano della sicurezza. Grazie alla sinergia tra vigili del fuoco e forze dell’ordine, ha affermato, «Campo Imperatore è una stazione sempre più sicura».
Infine, Elsa Olivieri, direttrice dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ha ribadito quanto il Corpo rappresenti una presenza costante e attenta. Ricordando la collaborazione attiva sin dalle operazioni di monitoraggio delle aree del parco colpite dagli incendi boschivi del 2017, ha sottolineato come questo progetto sia in linea con gli obiettivi dell’Ente: «Garantire la sicurezza di un territorio altamente antropizzato, tutelando al contempo la flora e la fauna del parco».
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